“Parcelle gonfiate”, professionisti nel mirino di Adico

(Mestre, 24 marzo 2014) Compensi professionali “gonfiati” e richieste di pagamento sovradimensionate arrivate ai clienti addirittura diversi anni dopo la conclusione della prestazione. Nell’ultimo periodo sono arrivati all’attenzione dello staff legale dell’Adico, Associazione Difesa Consumatori, numerosi casi di “parcelle gonfiate”. Gli episodi registrati fin’ora parlano di importi che si aggirano indicativamente tra i 20 e i 30mila euro, mentre le contestazioni possono riguardare sia l’entità che le modalità di pagamento.

L’Adico raccomanda a tutti coloro che si trovano in situazioni simili di contattare immediatamente i nostri uffici in via Volturno a Mestre per essere assistiti dai nostri esperti. Si tratta infatti di questioni complesse dal momento che in assenza di tariffari, ed eventualmente in assenza di preventivo precedentemente approvato e sottoscritto da entrambe le parti, in caso di contestazione solo il giudice può aver titolo per stabilire la congruità della parcella. Fondamentale sapere anche che il pagamento delle prestazioni professionali può essere richiesto entro tre anni dal loro compimento.

Invitiamo a contattarci negli orari di ricevimento dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 12 e dalle 15 alle 19 al numero 041. 5349637. Il nostro staff è a disposizione per la consulenza.

3 risposte

  1. MERAVIGLIA, nessuna, se la classe politica è l’espressione di chi la eletta, questi casi sono ordinaria amministrazione, grossa percentuale di indagati fra i primi, grossa percentuale di potenziali indagati fra i secondi, la domanda è ci sono gli onesti, se si, dove sono ?
    La mia conclusione e che in ITALIA gli onesti esistono, ma essendo minoranza, non hanno altra scelta che subire la disonestà della maggioranza.

  2. C’è anche da considerare i professionisti che lavorano in nero ovvero sono a chiederti continuamente denaro senza mai emettere fattura e quando gliela chiedi nicchiano, fanno finta di dimenticarsi e chiedono di solito denaro liquido. Ho imparato a pagare le persone con assegni circolari n.t. e devo dire che le richieste si sono notevolmente abbassate come pure seguire il lavoro per portarlo a conclusione. In questo caso gli avvocati e quanti ce ne sono in Italia. Nel cercare i pareri per la soluzione dei problemi presso altri avvocati ho scoperto quanto detto prima. Circa il 90% opera in questo modo a loro detta. DI CHI FIDARSI QUANDO LA DISONESTA’ DILAGA?????

  3. Purtroppo siccome in questo Paese per potere vivere tranquilli bisogna avere per prima cosa tanti soldi, ma proprio tanti, e poi “un’amico” professionista onesto altrimenti andare dal dentista o dall’avvocato etc… non fa differenza se non tieni gli occhi aperti e ti documenti quotidianamente rischi di fare la fine di quelli che si sono visti arivare tali parcelle.
    Buona norma suggerisce – ad esempio – in tema di cause sia civili che penali, che una volta chiuso il rapporto con sentenza passata in giudicato o rinunzia alla lite, che gli interessati mandino una raccomandata al professionista dicendo che il rapporto con lui dalla data del ricevimento si considera finito. Questo perchè spesso presso di lui viene eletto domicilio per le notificazioni o custodia di atti e documenti. Non che sia un costo eccessivo però……
    Altra cosa utile è richiedere alla fine del rapporto la classica “NOTA SPESE” dove viene documentata tutta l’attività che il professionista ha svolto; ma nessuno o quasi mai la richiede e a fronte della richiesta di pagamento ……..Questo vale per tutti i professionisti siano essi avvocati che ingegneri ragionieri o periti agrari etc…. perchè, purtroppo, anche tra di loro si annidia un tarlo ciamato “dio denaro”.

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