Passeggero mirese lasciato a terra da Easyjet, Adico porta la compagnia aerea di fronte a Resolutia di Venezia (gestione delle controversie)

MIRA. Era stato lasciato a terra per aver protestato (civilmente, secondo moltissimi testimoni) a causa del ritardo di 4 ore accumulato dalla compagnia aerea low cost, l’Easyjet, che avrebbe dovuto condurre lui, la moglie e una comitiva di Mira da Londra al Marco Polo di Tessera. Un comportamento, quello di Easyjet, del tutto inappropriato, vessatorio, fuori luogo e umiliante. Per questo l’uomo, Stefano Baldan, mirese titolare delle cantine Riviera del Brenta, ha deciso di rivolgersi all’Adico, con lo scopo di ottenere le scuse dal vettore e il risarcimento per i danni subiti, fra i quali il pernottamento in un hotel e l’acquisto di un nuovo biglietto. Ora, a distanza di circa un anno da quell’episodio (era l’Epifania del 2019) e dopo numerose lettere inviate alla compagnia britannica che ha risposto in modo del tutto insoddisfacente, Adico ha deciso di portare la controversia di fronte all’organismo conciliativo Resolutia di Venezia. Una scelta oculata, quella dell’ufficio legale dell’associazione, che avrebbe voluto trascinare Easyjet in Tribunale con tutti i rischi connessi però alla Brexit e al pericolo di dover discutere la questione a Londra. Con la mediazione, l’Adico punterà a ottenere quanto già contestato al vettore inglese: un risarcimento per i danni morali e materiali subiti da Baldan e dalla moglie, le scuse da parte della compagnia e la cancellazione di quella incredibile e surreale interdizione comminata all’uomo, che non potrà più volare per cinque anni con Easyjet.

Questa la vicenda risalente al giorno dell’Epifania del 2019.

Durante la fase di imbarco all’aeroporto di Londra – come hanno confermato molti testimoni che hanno anche firmato la diffida di Adico – Stefano Baldan ha esclamato: “vergognatevi!” in riferimento al ritardo di quattro ore accumulato dalla compagnia. Così è stato bloccato da un addetto, il quale gli ha posto un braccio davanti al petto impedendogli momentaneamente di proseguire. Una volta entrato in aereo, il signor Baldan è stato sospinto nell’angolo vicino alla cabina dallo stesso addetto, il quale ha chiamato il comandante. Il nostro socio è comunque riuscito a prendere posto nell’aereo. Nei minuti successivi, però, è stato avvicinato da un ulteriore e differente addetto, il quale – alla presenza di tutti i passeggeri – gli ha intimato di prendere il bagaglio e di scendere dall’aereo: il signor Baldan, non volendo creare alcun tipo di problematica e di turbativa, ha immediatamente adempiuto alla richiesta, accompagnato dalla moglie e da due guide del gruppo turistico cui faceva parte. Poi è stato condotto davanti a tre agenti di polizia i quali, dopo aver ripetutamente controllato i documenti a lui e alla moglie, li hanno portati fuori dall’aeroporto. Naturalmente i quattro (Baldan, la moglie e le due guide) hanno dovuto trovare una sistemazione per la notte e il giorno dopo hanno acquistato nuovi biglietti per rientrare a Venezia.

“E’ una storia a dir poco vergognosa – tuona Carlo Garofolini, presidente dell’associazione -. Noi non intendiamo mollare come d’altra parte ci chiede il nostro socio più che mai convinto delle proprie ragioni. Avremmo voluto condurre un’azione giudiziaria che però risulta sconsigliabile perché con l’uscita dall’Unione Europea dell’Inghilterra ci possono essere problematiche nell’applicazione del foro europeo del consumatore, che consente di agire a Venezia, con conseguente necessità di incardinare il giudizio a Londra: va da sé che, in quest’ultimo caso, l’azione giudiziaria sarebbe un azzardo. Dunque puntiamo sulla mediazione che può portare a una risoluzione del problema in tempi molto rapidi”.

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