Phishing, frodi, clonazioni: cresce il numero di veneziani vittime di truffe informatiche. Ma grazie ad Adico molti ottengono dalle banche (o dalle Poste) la restituzione del maltolto

MESTRE. Dal phishing – raggiro informatico effettuato utilizzando un logo contraffatto dell’istituto di credito – alla sottrazione fraudolenta di denaro fino alla clonazione della carta di credito o del bancomat. Quella appena passata la si può definire l’estate delle truffe informatiche ai danni di ignari risparmiatori veneziani, forse alimentata dalla crisi post lockdown che ha provocato nuovi appetiti nei furfanti e reso più vulnerabili i cittadini. Nelle ultime settimane Adico ha aperto diverse pratiche soprattutto riguardo al phishing che vede protagonista di questi tempi una finta mail a firma di Intesa San Paolo con la quale i truffatori sottraggono dati sensibili e soldi ai correntisti dell’istituto di credito. All’associazione dei consumatori si sono rivolte negli ultimi tempi più persone raggirate dal messaggio e le perdite registrate si aggirano attorno ad alcune migliaia di euro. Non mancano le clonazioni soprattutto di bancomat, un reato che sembrava diminuito negli ultimi anni ma che invece sta tornando in auge, almeno sul territorio veneziano. Anche chi ha Postepay può subire sottrazioni fraudolente di denaro e su questo fronte Adico segue diverse posizioni con risultati molto positivi. “Le truffe informatiche bancarie e postali sono all’ordine del giorno – conferma il presidente dell’Adico, Carlo Garofolini – e noi diciamo da sempre ai cittadini di non arrendersi di fronte agli scontati dinieghi da parte della banca o delle Poste che di primo acchito rifiutano sempre la richiesta di rimborso. Tramite il nostro ufficio legale abbiamo ottenuto risultati strepitosi su questo fronte, facendo ricorso all’Abf, l’arbitro bancario finanziario, ed evitando dunque strade lunghe, tortuose e dal risultato incerto. L’Arbitro – continua Garofolini – ha recepito la normativa del 2010 che ha introdotto la presunzione di innocenza del titolare della carta nell’ipotesi in cui quest’ultimo subisca il furto o lo smarrimento della stessa e nell’ipotesi di operazioni non autorizzate o effettuate in modo inesatto. E’ così che siamo riusciti a ottenere la restituzione del maltolto quando ormai il risparmiatore aveva perso ogni speranza”.   

4 commenti su “Phishing, frodi, clonazioni: cresce il numero di veneziani vittime di truffe informatiche. Ma grazie ad Adico molti ottengono dalle banche (o dalle Poste) la restituzione del maltolto”

  1. Ringrazio ADICO, per le preziose informazioni.
    Da questo vi conosco, siete sempre un baluardo costante contro questi delinquenti e a favore degli onesti truffati! Bravi. Grazie. Cordiali saluti.

    1. Signora Giovanna, cosa posso dirle se non GRAZIE? Davvero, per noi i vostri complimenti rappresentano una grande incentivo per il nostro lavoro.
      Davvero gentile.

      Distinti saluti
      Gianluca Codognato
      uff. stampa Adico

  2. Annamaria Rosso

    A una conoscente hanno rubato le carte e non il pin . Sono stati fatti prelievi bancomat che la banca non rimborsa. Non credevo fosse possibile che si fosse a rischio anche non tenendo il pin assieme. Avete esperienze in questo senso?

    1. Salve signora, le consiglio di contattarci allo 041-5349637 (siamo aperti dal lunedì al venerdì con orario 9-13 e 15-19), è probabile che possiamo darle una mano.

      Distinti saluti
      Gianluca Codognato
      uff. stampa Adico

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