Professionista veneziana rischia di restare al freddo per una bolletta “pazza” da 10 mila euro. Interviene l’Adico.

VENEZIA. La battaglia “legale” dura ormai da due anni. Due anni durante i quali, assistita da Adico, ha cercato di trovare un accordo bonario con Eni in merito a una fattura del gas da oltre 10 mila euro che può rientrare tranquillamente nella definizione di “bolletta pazza”. Ora però, dopo aver sbattuto contro il muro di gomma eretto dall’azienda, M.C.T., professionista veneziana classe 1950 residente a Dorsoduro, rischia di vedersi sospendere la fornitura del gas e di restare al freddo in questo rigido inverno e tutto per una querelle che non ha ancora trovato una definizione. Nasce in tale contesto l’“appello” che Adico lancia a Eni intimando la compagnia a non sigillare il contatore della donna per evitare azioni giudiziarie. “La bolletta in questione si riferisce a due anni di consumi – spiega Carlo Garofolini, presidente dell’associazione dei consumatori -. Ci chiediamo come la nostra socia possa aver consumato gas per una somma complessiva di 10 mila euro quando in media spende meno di mille euro all’anno per questo tipo di fornitura. Eni, però, continua a mantenere la propria posizione e non ha accolto neppure la proposta del pagamento forfettario di 2mila euro che già appare un importo eccessivo per due anni di consumi. La compagnia non può sospendere la fornitura e su questo siamo categorici anche considerando che la nostra assistita ha sempre pagato tutto e regolarmente”.

La vicenda si materializza nei suoi contorni surreali l’8 aprile del 2019, alle 19.30, quando M.C.T. riceve da Eni nel suo cellulare un sms da infarto: “la fatturazione della tua fornitura è ripresa. Riceverai a breve una bolletta di 10.260,44 euro: potrai richiederne la rateizzazione al nostro numero verde”. Una comunicazione perentoria che fra l’altro rivela una sospensione della fatturazione dovuta evidentemente a qualche problema amministrativo da parte del fornitore. In ogni caso, la professionista veneziana inizia da quel giorno la sua battaglia nei confronti di Eni, affidandosi anche all’ufficio legale dell’Adico. Tramite l’associazione, la professionista veneziana avvia una fitta corrispondenza con la compagnia e una procedura di mediazione che però, come già detto, si conclude in un nulla di fatto. Ma da dove saltano fuori quei 10 mila euro?. “Si tratta di un conguaglio, siamo d’accordo – prosegue Garofolini -. Ma com’è possibile che in poco più di due anni la nostra socia abbia consumato quello che di solito consuma in dieci anni? Fra l’altro alcuni importi contestati sono anche prescritti. Insomma, noi continuiamo a sostenere che quei soldi non siano dovuti e continueremo a farlo tramite il nostro ufficio legale. Siccome però Eni minaccia di sospendere la fornitura del gas entro la prossima settimana in piena fase di contestazione, vogliamo mettere subito le cose in chiaro: se lo facesse, sarebbe una mossa alquanto scorretta che metterebbe in grave disagio la nostra socia la quale, è giusto dirlo, si è sempre mostrata disponibile a una mediazione. E in più farebbe scattare una attività giudiziaria da parte di Adico e crediamo che questo non gioverebbe certo all’azienda”.  

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