PUBBLICITA’ NON RICHIESTA, TRAMITE ADICO UNA AZIENDA DI CHIRIGNAGO (VENEZIA) DIFFIDA LA NEWMEDIASERVICE. GAROFOLINI: “STESSA STRATEGIA UTILIZZATA DA AVRON”

La strategia è sempre la stessa. All’azienda arriva un foglio da firmare, con il quale si chiede la conferma di alcuni dati relativi all’attività, e alla fine il titolare si ritrova con un contratto economicamente impegnativo per una pubblicità non richiesta. Questa volta, però, la società non è Avron, contro la quale la nostra associazione ha già presentato diverse diffide, ma Newmediaservice, ditta con sede in Germania che adotta la stessa identica tecnica. Vittima predestinata, in questo caso, la dipendente di una azienda di Chirignago (Venezia) che ha firmato inconsapevolmente un foglio nel quale si chiedeva la verifica di alcuni dati. Alla fine il titolare della ditta s’è ritrovato con una fattura da 1.584 euro per la pubblicità nel sito www.mappa-della-città24.it. “Sono stata proprio raggirata – spiega la dipendente – il foglio da firmare era molto simile a quelli che invia la Camera di Commercio. Nella comunicazione si chiedeva la conferma di alcuni dati dell’azienda ma non si parlava assolutamente di una pubblicità e tanto meno di prezzi. Io non ci stavo neanche più pensando, fino a che il mio titolare mi ha chiesto come mai avessi firmato un contratto da oltre 1.500 euro. All’inizio non capivo di cosa parlasse, poi quando mi ha mostrato il documento, mi sono sentita in grande imbarazzo”. La donna ha dunque deciso di affidarsi all’Adico, per contestare la fattura. “Ancora una volta – commenta Carlo Garofolini, presidente dell’associazione – società non meglio identificate e con sede all’estero mettono in atto questa strategia per spillare soldi alle aziende, già in ginocchio a causa della crisi. Anche in questo caso, si è fatto firmare un foglio del tutto fuorviante, per 24 mesi di pubblicità non richiesta, anche perché proposta in un sito che, a quanto ci risulta, non è conosciuto. Il nostro ufficio legale procederà, come con Avron, con una diffida e con un esposto (o una querela) al Tribunale, scongiurando di fatto il pagamento della fattura.

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