Sale il costo al barile e i prezzi della benzina vanno alle stelle. La protesta di Adico: “solo speculazioni, non succede mai il contrario”

MESTRE. Diciamolo chiaramente (e con molto rammarico): nel mondo dei carburanti il principio di proporzionalità non esiste. Non si spiegherebbe, altrimenti, perché in questi giorni, puntuali come orologi svizzeri, i distributori di benzina abbiano aumentato subito i prezzi (verde che supera 1,5 euro al litro e diesel attorno a 1,4) in concomitanza con l’aumento del costo al barile mentre, quando il prezzo crolla come a inizio 2020, non calano in modo analogo i prezzi alla pompa.

In realtà – come rilevato a Mestre da Adico a partire già dagli ultimi mesi del 2020 – è da settimane che il prezzo del carburante sale ma ora il trend è ancora più evidente. Secondo l’associazione dei consumatori, fra l’altro, nella terraferma veneziana, che pullula di pompe bianche, ormai i vantaggi registrati anni fa non sono più visibili. Anzi. “Al di là del fatto che da noi i distributori senza insegna applicano tutti gli stessi prezzi annullando i benefici della concorrenza – spiega Carlo Garofolini, presidente di Adico – abbiamo rilevato molte volte che le pompe bianche propongono tariffe più alte dei benzinai “normali”, almeno in città. Un vero peccato visto che tempo fa avevamo evidenziato un effetto benefico per gli automobilisti, diretta conseguenza della presenza massiccia dei distributori a marchio Vega”. Resta il rammarico per quello che non è successo invece all’inizio del 2020 quando anche a causa della pandemia il prezzo al barile era letteralmente crollato. “Se i prezzi avessero seguito il reale andamento del prezzo alla produzione – commenta Garofolini – il costo della verde avrebbe dovuto ruotare attorno a un euro. Ma questo non è mai successo”. L’associazione, dunque, chiede maggiori controlli sulla fluttuazione del carburante per scongiurare speculazioni. Adico torna inoltre a chiedere la revisione delle accise che come è noto contengono anche voci riferite a eventi di inizio ‘900. Il timore, però, è che ora possa accadere proprio il contrario. “Temiamo che anche i costi del Covid finiranno presto nelle accise di verde e diesel”.   

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