Scoppia anche a Venezia la truffa del green pass vaccinale. Molte le segnalazioni raccolte da Adico

VENEZIA. Lo stiamo denunciando da tempo. Le truffe informatiche – phishing e smishing in testa, con vittime predilette i correntisti delle banche e delle Poste – non hanno mai conosciuto un periodo così florido, tanto che, secondo i dati a disposizione di Adico, questa frode nella nostra provincia è praticamente triplicata da quando è scoppiata la pandemia. Ebbene, proprio per non farci mancare nulla, ora molti cittadini ci stanno segnalando un nuovo, odiosissimo raggiro, questa volta legato al green pass vaccinale. Solo questa settimana, la nostra associazione ha ricevuto una decina di segnalazioni, quasi tutte dello stesso tenore: “credo di essere incappato nella frode del green pass, cosa posso fare?”. La modalità utilizzata dai malviventi è ormai collaudata e consiste nel condurre la vittima all’interno di un link civetta. Il messaggio – mandato tramite whatsApp, mail o sms – ricalca quello realmente inviato dal Ministero della Salute che invita il cittadino vaccinato a scaricare la certificazione cliccando determinati indirizzi e componendo specifici codici. Chi cade nel tranello, può trovarsi abbonato a servizi non richiesti, o può ritrovarsi il credito del telefonino prosciugato. Soprattutto, il rischio è quello di fornire dati sensibili, come il numero di carte di credito o dati bancari.  “A differenza delle decine e decine di pratiche che abbiamo aperto a favore di correntisti ai quali sono stati sottratti migliaia di euro dai propri conti con tecniche davvero sofisticate – spiega Carlo Garofolini, presidente dell’associazione dei consumatori mestrina – crediamo che qui non ci siano margini per recuperare i soldi. Il motivo principale è che non esiste una controparte con cui confrontarsi. Non finiremo mai di dirlo, soprattutto in questi ultimi mesi: non bisogna mai aprire alcun link fino a quando non si abbia la certezza matematica della sua autenticità. Nel dubbio, meglio rivolgersi subito a persone più esperte nel settore informatico perché i margini di manovra per recuperare quanto perso sono praticamente nulli. Tranne nei casi che riguardano le banche e le Poste, molto inflazionati in questo anno e mezzo. Qui, infatti, le responsabilità degli istituti in questione in relazione ai loro sistemi di sicurezza sono evidenti”.

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