Nuovo Senato, caos sull’immunità

Sulla riforma del Senato spunta il nodo immunità introdotto da un emendamento dei relatori. «Sembra incredibile ma a distanza di 10 anni il padre del porcellum Calderoli, colui che ideò la Legge elettorale più incostituzionale della nostra storia, mette a segno un altro colpo da brividi: l’immunità parlamentare per sindaci e consiglieri regionali che siederanno in Senato». Lo scrive il vicepresidente della Camera, Luigi Di Maio (M5S), sul blog di Beppe Grillo. «Nel Movimento 5 Stelle i nostri parlamentari hanno finora sempre rinunciato a qualsiasi immunità. Vogliamo essere cittadini comuni, senza godere di alcun privilegio, eccetto quello di essere portavoce di milioni di italiani. Il Pd voterà l’ennesimo vergognoso privilegio alla politica pur di tenere in piedi l’accordo (ancora in alto mare) con Berlusconi e Lega?».

Il ministro Boschi frena: «Si può discutere ma non è centrale». E spiega in un’intervista a Repubblica che l’esecutivo «aveva fatto la scelta opposta. In Commissione molti hanno chiesto di mantenere l’immunità. Mi dispiacerebbe se questa sensibilità assolutamente legittima offuscasse la portata di questa riforma». Sul confronto con Grillo, il ministro ribadisce che «è giusto ascoltare tutti e lo faremo. Ma chi arriva adesso non cambia le carte in tavola».

Intanto il presidente emerito della Corte Costituzionale Enzo Cheli è stato chiaro: «Penso che l’emendamento che estende l’articolo 68 della Costituzione anche ai membri del Senato sia da condividere pienamente», ha detto in un’intervista all’Unità. « I senatori – precisa -, al pari dei membri della Camera dei Deputati, svolgono funzioni di grande delicatezza, come quelle relative alle leggi costituzionali e di revisione costituzionale, o alla nomina e la messa in stato di accusa del presidente della Repubblica. Anche il Senato è un organo che compone il Parlamento nel suo complesso e pertanto anche i componenti di questo organo devono godere, in linea di principio, delle stesse garanzie che hanno i membri della prima Camera».

Fonte: corriere.it

Una risposta

  1. Chi ha inserito la immunità va espulso e chi voterà per la immunità va espulso (Renzi compreso ) visto che non è principale che sia tolta da ambedue le camere E SUBITO SENZA PERDERE TEMPO INUTILE IN CHIACCHERE. Si stanno facendo errori enormi . Parlino di cose più pratiche ad es. di liberare dal patto di stabilità i comuni virtuosi e che possano spendere i loro soldi per la comunità che ha pagato i tributi ; altro esempio dare la possibilità di scaricare le spese sostenute per la prima casa ovvero metterle in deduzione dal reddito imponibile , in questo caso sapete quanto NERO POTREBBE EMERGERE? dai 50 ai 100 miliardi di euro anno ( NOI SI LORO sono troppo presi dalle favole e dalla IMMUNITA’-sanno le porcate che fanno e vogliono l’alibi di copertura ). POVERI NOI ANCHE ORA IN CHE MANI SIAMO , ED IL BELLO E’ CHE PIU’ SONO STUDIATI meno sono in grado di decidere per il bene di tutti ; vorrei tanto essere fra loro e dire direttamente queste cose ma Io come singolo cittadino non sono niente anzi NOI cittadini NON siamo nessuno.DIAMOCI UNA SVEGLIA ED ELIMINIAMO TUTTI COLORO CHE DECIDONO MALE VERSO GLI ITALIANI.

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