Si iscrive al corso di inglese ma poi se ne pente. Grazie ad Adico 25enne mestrino ottiene il recesso e risparmia 2mila e 800 euro

MESTRE. Quando ha ottenuto il recesso dal contratto ha tirato un grande sospiro di sollievo. Per C.A., infatti, 26enne studente mestrino, quei 2 e 800 euro richiesti per partecipare a un corso di inglese erano davvero troppi. Peccato, però, che si sia reso conto troppo tardi dell’errore, quando non era più possibile richiedere il recesso al di là dei 14 giorni previsti per legge. E così, solo con l”intervento dell’ufficio legale dell’Adico, il giovane è riuscito a ottenere la cancellazione del contratto evitando dunque il paventato salasso. “La vicenda testimonia ancora una volta quanto sia importante affidarsi a persone esperte per risolvere questioni che affrontate da soli sarebbero irrisolvibili – commenta Carlo Garofolini, presidente dell’Adico -. In questo caso il 25enne aveva quasi perso le speranze prima di affidarsi a noi. Il nostro legale invece è intervenuto giustificando la richiesta del recesso e trovando nella controparte un interlocutore con cui dialogare senza problemi. La vicenda si è dunque conclusa con il lieto fine”.

Il contratto era stato siglato ancora a luglio. Dopo alcuni giorni, però, il ragazzo si è reso conto che quel corso di inglese non era ciò che cercava. Ha provato quindi a contattare la sede legale senza però ottenere conferma alla sua richiesta di recesso. Da qui l’intervento di Adico. “Secondo quanto riferito dal nostro socio e rappresentato da noi nella diffida inviata alla scuola di inglese – prosegue Garofolini – il ragazzo ritiene di non essere stato adeguatamente edotto in merito alle condizioni contrattuali e alle modalità di svolgimento del corso. Perciò, dando seguito alle richieste già presentate senza successo dal nostro assistito, abbiamo scritto alla scuola chiedendo l’annullamento del contratto.

Qualche giorno fa è arrivato infine l’accoglimento del recesso. E il 25enne mestrino ha potuto finalmente trovare la serenità in parte smarrita per qui 2 mila e 800 euro spesi invano.

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