Sito dell’Inps in tilt per l’indennità da 600 euro. Garofolini: “errori dell’Ente ma i cittadini possono fare richiesta tranquilli, senza paura di perdere il bonus”

Il rischio tilt era altissimo. E infatti, senza troppe sorprese (purtroppo), si è verificato ciò che molti temevano: il sito dell’inps, letteralmente preso d’assalto da professionisti e lavoratori autonomi per la richiesta del bonus da 600 euro, non ha retto. “Oggi siamo stati subissati di telefonate – spiega Carlo Garofolini, presidente dell’Adico – decine di utenti ci hanno contattato per chiederci cosa stesse succedendo al sito dell’Ente previdenziale. In molti hanno provato ad accedere anche dai link forniti tramite il nostro servizio “emergenza coronavirus” che abbiamo da poco introdotto nel sito: ecco, vogliamo tranquillizzarli sul fatto che il problema non è del link da noi inserito ma proprio dell’Inps”.

Il caos, che ha portato alla sospensione temporanea del servizio da parte dell’Ente di previdenza, è ovviamente dovuto al numero impressionante di domande inviate (anche 100 al secondo). Però, polemizza Garofolini, “era del tutto prevedibile quindi si poteva pensare a una metodologia diversificata nei tempi a seconda, ad esempio, delle professioni. Altro errore dell’Inps è stato quello di aver ingenerato nei cittadini il dubbio che si trattasse di un click day. In pratica tanti, per colpa di una comunicazione poi cancellata, sono convinti che i soldi vengano distribuiti fino a esaurimento. Chi c’è, c’è, insomma, per gli altri niente indennità. Questo non è ovviamente possibile perché determinerebbe una inaccettabile discriminazione. Come ribadito dalla stessa Inps e dal governo, le domande si possono presentare fino al termine della crisi, il fondo verrà rifinanziato e, a quanto pare, ad aprile l’indennità passerà a 800 euro. Insomma, invitiamo  le persone a stare calme e a presentare senza affanni  la richiesta del bonus”.

Ricordiamo che l’indennità è riservata a :

  • professionisti e lavoratori con rapporto di collaborazione coordinata e continuativa (es. amministratori di società, professionisti NON ISCRITTI AD UNA CASSA PRIVATA*, ma all’ Inps gestione separata);
  • lavoratori autonomi iscritti alle gestioni artigiani o commercianti (es. ditte individuali, soci lavoratori di snc , soci lavoratori di srl);
  • NON possono essere presentate da chi è già titolare di pensione o iscritto ad altre forme previdenziali obbligatorie (es. lavoratore dipendente), ad eccezione della gestione separata Inps;
  • NON sono cumulabili tra loro le indennità previste dal Decreto Cura Italia (es. socio lavorante di srl e anche amministratore iscritto alla gestione separata).

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