Spesa a domicilio gratuita per chi è costretto alla quarantena (certificata). La proposta di Adico

Con il Covid e le quarantene il servizio della spesa a domicilio (detto anche Delivery) è cresciuto del 53% in provincia di Padova, come riporta il quotidiano Il Mattino. Riportiamo qui di sotto il commento del nostro presidente Carlo Garofolini pubblicato sempre dal giornale del gruppo Gedi.

«La spesa a domicilio è un fenomeno che sta prendendo molto piede, ma attenzione ai costi e alle modalità. Secondo noi per chi certifica la quarantena dovrebbe essere gratuita». Carlo Garofolini, presidente di Adico Consumatori, mette i puntini sulle i: «C’è la bottega di quartiere che prende gli ordini al telefono e si organizza gratuitamente per i suoi clienti – scandisce – e c’è la grande distribuzione con app super tecnologiche e costi che non sono da sottovalutare. Quando c’è un costo c’è un rincaro della spesa rispetto al carrello che non è più cortesia ma business e pesa sul consumatore in funzione e in percentuale della spesa: parliamo di minimo 5 euro, massimo 10 euro su una spesa di 50 euro. Non sono pochi centesimi e, considerando che per alcuni, in questo momento di pandemia, a causa delle quarantene obbligatorie, è una necessità, non diventa un servizio ma un guadagno». Garofolini non è nato ieri e sa che l’impresa non si misura sulla solidarietà: «È comprensibile che la grande distribuzione voglia ricavare il massimo guadagno – aggiunge – tuttavia questo crea del le disparità e noi suggeriamo ai consumatori di tenere ben presente che c’è chi si fa paga re e chi no». E poi c’è un altro aspetto che favorisce alcuni a discapito di altri: la tecnologia. «È chiaro che le app sono comodissime, ma rivolte solo alle persone più tecnologiche. Un anziano fa davvero molta fatica a beneficiarne. Inoltre consideriamo “i freschi”, ovvero i prodotti da banco, i congelati, gli alimenti che possono subire delle variazioni – anche di qualità – in base alla conservazione: sono prodotti che il consumatore preferisce ancora toccare e scegliere direttamente, magari verificando la data di scadenza».

Poi è arrivato il Covid ed ha superato tutto, o quasi: «Se prima era un fenomeno piccolo, riconducibile solo ai giovanissimi e a chi aveva poco tempo, ora è un fenomeno di massa». La soluzione per l’Adico resta una: «È indispensabile prediligere il piccolo negozio. Noi non siamo contrarti in assoluto, anzi, ma vorremmo fosse una proposta chiara e regolamentata. Ad esempio, esentando dal costo chi può certificare la propria quarantena per Covid o, almeno, per questi soggetti il costo andrebbe calmierato. Come al solito – conclude Garofolini – il più debole è quello più in difficoltà. Non possiamo sempre costringere le persone a fare la spesa all’ingrosso per risparmiare: non si possono spendere 200 euro per calmierarne 10. È una vecchia storia del mercato: la mano dell’offerta è guidata dalla domanda e la direzione è sempre la stessa, il profitto». 

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