Stangata sulle bollette dei rifiuti per i cittadini di Veggiano (Padova), l’appello di Adico al sindaco: “via gli importi retroattivi relativi ai contenitori del verde” 

VEGGIANO (Padova). Il concetto è semplice e non lascia spazi a interpretazioni. Se un servizio in un determinato periodo risulta gratuito, non si possono addebitare i costi in modo retroattivo , senza nessuna comunicazione ai cittadini da parte dell’amministrazione comunale o della multiutility , nello specifico Etra spa . Ecco perchè alcuni cittadini del comune di Veggiano hanno deciso di affidarsi all’Adico, associazione difesa consumatori, per valutare eventuali azioni nei confronti dell’amministrazione comunale per le stratosferiche bollette dei rifiuti recapitate alle famiglie lo scorso giugno. Tutto ruota, com’è noto agli abitanti del comune padovano – ma anche a quelli di altri 66 comuni serviti ora dal consiglio di Bacino Brenta per i rifiuti – attorno ai cassonetti per la raccolta del verde, consegnati gratuitamente agli abitanti negli anni passati a seconda delle richieste pervenute dalle singole famiglie. Con una delibera datata 28 luglio 2021, però, i contenitori sono diventati a pagamento (prima 65 euro l’uno, dal secondo semestre 2022, invece, 50 euro a cassonetto), facendo lievitare così le bollette di giugno 2022 in modo impressionante, con cifre comprese, in alcuni casi, fra i 400 e i 1.000 euro a utenza. Quelle fatture, infatti, calcolano anche i costi per il 2021 e per il primo semestre 2022, andando di fatto a formare vertiginosi importi retroattivi riguardo a un servizi che per quei periodi risultava gratuito.  

“Ci appelliamo al primo cittadino di Veggiano Nicola Zordan , che ai tempi di quella delibera, a quanto ci risulta, era vicesindaco e che in tale veste , diede voto favorevole a tale aumento spropositato nei confronti dei suoi cittadini  – sottolinea Carlo Garofolini, presidente dell’Adico -. Non si possono reclamare importi retroattivi agli utenti,  proprio per quel dovere di correttezza e di trasparenza fondamentale nel rapporto fra cittadini e amministrazione. L’affidamento del servizio di raccolta rifiuti alle multiutily, così come previsto da recenti norme, è già di per sé un danno per gli utenti che non avranno più la tutela da parte dei Comuni, impotenti di fronte alle tariffe imposte dalle aziende. Anche in considerazione di ciò, ci sembra molto scorretto chiedere alle famiglie di sostenere una spesa, quella per i cassonetti del verde, per quei periodi in cui era stata presentata come gratuita. A nostro avviso – conclude Garofolini – il Comune deve studiare un escamotage di bilancio per accollarsi la spesa, ovviamente senza aumentare anche indirettamente le tasse ai cittadini. Da parte nostra, a tutela delle persone che si sono rivolte a noi, studieremo la possibilità di ricorrere contro la delibera, nel caso, appunto, in cui non venissero trovate soluzioni alternative come fra l’altro inizialmente promesse dallo stesso sindaco”.        

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