Stop a semine Ogm in Italia, Tar Lazio boccia ricorso

Grande risultato per gli ambientalisti

Il Tar del Lazio ha bocciato il ricorso presentato contro il decreto interministeriale che proibisce la semina di mais biotech MON810 modificato geneticamente. Nel renderlo noto Coldiretti sottolinea che la sentenza conferma definitivamente il divieto di coltivazione in Italia. 

”Apprendiamo con soddisfazione il pronunciamento del Tar che conferma nella sostanza le ragioni del decreto promosso dal ministero delle politiche agricole di concerto con i ministeri della Salute e dell’Ambiente in relazione allo stop delle semine Ogm in Italia”, commenta il ministro delle politiche agricole, Maurizio Martina. ”Proseguiamo ora con tenacia la battaglia che stiamo portando avanti anche con altri Paesi in ambito europeo – sottolinea Martina – il nostro obiettivo è dare più autonomia di scelta ai singoli Stati sul tema Ogm. Se non riusciremo a trovare un accordo entro giugno, questo sarà uno dei dossier più importanti del semestre italiano di presidenza dell’Ue. Sono convinto che il modello agricolo italiano debba valorizzare le sue peculiari caratteristiche per rafforzarsi anche sui mercati internazionali”.

L’agricoltura italiana resta dunque libera dagli Ogm come chiede il 76% degli italiani, afferma Coldiretti nel precisare che il risultato è dovuto alla grande mobilitazione delle associazioni di ambientalisti, agricoltori, consumatori. Il coordinatore Stefano Masini responsabile ambiente della Coldiretti, alla luce della sentenza, chiede al governo di ”chiarire quali siano le sanzioni da applicare nel caso di violazione del divieto di messa a coltura in modo da evitare situazioni analoghe a quanto accaduto nella scorsa estate in Friuli Venezia Giulia, che hanno portato alla contaminazione di terreni confinanti con quelli illegalmente coltivati con mais MON810, come accertato dalle indagini del Corpo Forestale dello Stato”.

Gli Ogm in agricoltura, precisa la Coldiretti, non pongono solo seri problemi di sicurezza ambientale e alimentare, ma perseguono un modello di sviluppo alleato dell’omologazione e nemico della tipicità, della distintività e del made in Italy. Nel 2013, conclude la Coldiretti nell’Ue sono solo 5 i Paesi su 28 a coltivare Ogm (Spagna, Portogallo, Repubblica Ceca, Slovacchia e Romania), con 148 mila ettari di mais transgenico MON810, quasi tutti in Spagna (136.962 ettari).

Per Legambiente è “una sentenza storica, una grande vittoria per l’agricoltura italiana di qualità“. Il Tar del Lazio, spiega in una nota il presidente di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza, “ha confutato tutte le motivazioni che secondo l’agricoltore friulano Fidenato, che vorrebbe seminare liberamente mais biotech, avrebbero dovuto far cadere il decreto interministeriale di agosto per il quale ‘la coltivazione di varietà di Mais Mon810, proveniente da sementi geneticamente modificate è vietata nel territorio nazionale fino all’adozione di misure comunitarie (di cui all’art.54, comma 3, del Regolamento CE 178/2002) e comunque non oltre diciotto mesi dalla data del presente provvedimento”. La sentenza del Tar, prosegue Cogliati Dezza, “si rifà al principio di precauzione in quanto sono state evidenziate le conseguenze potenzialmente negative per l’ambiente derivanti dalla contaminazione del mais Mon 810. Questa sentenza serve innanzitutto a ripristinare la legalità : nessuno può coltivare impunemente Ogm in Italia. Il Governo italiano s’impegni quindi nel semestre europeo affinché l’Ue adotti una nuova regolamentazione che consenta agli Stati membri di vietare coltivazioni Ogm anche per ragioni economico-sociali”.

“Giusta la sentenza con cui il Tar del Lazio ha bocciato il ricorso, francamente pretestuoso, di Fidenato contro il decreto interministeriale che proibisce la semina di mais geneticamente modificato Mon810 in Italia” osserva il presidente della Commissione Ambiente della Camera Ermete Realacci spiegando che “con il pronunciamento di oggi si scrive una bella pagina a tutela della nostra agricoltura e del made in Italy di qualità”. “Al di là di motivazioni di ordine ambientale e sanitario, infatti – spiega Realacci – la scelta Ogm è completamente sbagliata per l’Italia. Il futuro della nostra agricoltura non è certo legato agli organismi transgenici, ma alla qualità, al territorio, alle tipicità, alla tracciabilità dei nostri prodotti. L’agricoltura italiana è un settore da guinness, con i suoi 263 prodotti tipici, oltre un milione di ettari condotti con metodo biologico e un export che nel 2013 ha fatto segnare il record di 33 miliardi di euro. Un settore che è cresciuto nel segno della qualità, che da un contributo importante all’attrattività del made in Italy nel mondo e che non può che svilupparsi ulteriormente scegliendo la via dell’eccellenza”. Per questo esito del ricorso si era mobilitata la Task Force per un’Italia libera da Ogm, della quale fanno parte 39 importanti associazioni del mondo agricolo e ambientale tra cui Coldiretti, Greenpeace, Legambiente e Slow Food.

(fonte Ansa.it)

2 risposte

  1. E ora guardiamoci dal TTIP.
    Buttati fuori dalla porta, Monsanto, Syngenta & C. rientrano dalla finestra.
    Il TTIP (trattato transatlantico)è da bloccare finché siamo in tempo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Continuando a navigare nel sito acconsenti all'uso di Cookie Tecnici neccessari che permettono di offrire la migliore esperienza di navigazione, come descritto nell'informatva sulla privacy.