Svizzera, il turismo della morte e’ raddoppiato tra 2008 e 2012

PARIGI, 21 AGOSTO – Tedeschi e britannici, ma anche 44 italiani. Il numero di stranieri che si reca in Svizzera per procedere al suicidio assistito è raddoppiato tra il 2009 e il 2012, secondo uno studio pubblicato oggi sul Journal of Medical Ethics, del gruppo British Medical Journal (BMJ). Del cosiddetto turismo della morte tedeschi e britannici sono i principali consumatori. La Svizzera è uno dei pochi Paesi al mondo ad autorizzare l’assistenza al suicido, se questo non è motivato da ragioni egoistiche. L’aiuto viene fornito in modo passivo, procurando i medicinali che consentono al paziente di mettere fine ai propri giorni. In base ai dati forniti dall’Istituto di Medicina legale di Zurigo, i ricercatori svizzeri e britannici hanno potuto stabilire che 611 stranieri non residenti, originari di 31 paesi, hanno beneficiato in Svizzera di un’assistenza verso la morte tra il 2008 e il 2012: fra questi si contano 268 tedeschi, 126 britannici, 66 francesi e 44 italiani, seguiti da americani, austriaci e canadesi. Nella maggior parte dei casi la morte avviene per assunzione di un barbiturico (molto utilizzato in veterinaria) e in rari casi anche per inalazione di elio, un procedimento piu’ lungo e doloroso. Fra le cause invocate dai candidati al suicidio assistito vi sono in prima posizione le malattie neurologiche, seguite da tumori e affezioni reumatiche. (fonte afp)

(Questa è una notizia dell’agenzia Asca)

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