TELEFONIA, AGCOM CONTRO LA STANGATA SULLE SIM: NO A PRELIEVO “MENSILE” OGNI 28 GIORNI

L’Autorità garante per le comunicazioni scende in campo contro la riduzione da un mese a 28 giorni della cadenza con la quale i clienti di telefonia mobile si vedranno addebitare il costo dei servizi sottoscritti. Quella prassi per la quale se un cliente ha 250 minuti di telefonate da godere nel corso di un mese, se li vede ora azzerare al compimento della quarta settimana. L’effetto cumulato è di far pagare gli italiani di più, tredici volte in un anno invece di dodici. L’Agcom ha segnalato all’Antitrust per gli accertamenti di competenza, l’introduzione negli ultimi mesi da parte dei principali operatori di telefonia mobile di modalità di rinnovo automatico delle offerte ricaricabili ogni quattro settimane e non più mensilmente come in precedenza. E’ quanto si legge in una nota che ricorda come l’effetto della nuova modalità di tariffazione implica un aumento medio annuo della spesa di circa il 7%. Nello specifico, spiega l’autorità, le nuove sottoscrizioni ad offerte ricaricabili dell’operatore Wind (dallo scorso mese di marzo) e Vodafone (da giugno) avranno il rinnovo automatico ogni 28 giorni e non più mensilmente come in precedenza. L’operatore Tim, invece, a partire dal prossimo 2 agosto, ha da un lato previsto il rinnovo ogni 28 giorni per le nuove sottoscrizioni, dall’altro ha comunicato all’Autorità l’intenzione di estendere la modalità a numerosi piani tariffari dell’offerta ricaricabile già sottoscritti, con effetto anche sui propri clienti. Relativamente alle nuove sottoscrizioni, l’Autorità – pur riconoscendo la libertà commerciale degli operatori – ha ritenuto opportuno segnalare all’Autorità antitrust, per gli accertamenti di competenza, gli effetti sulla concorrenza derivanti dalla concomitanza delle politiche tariffarie delineate, e in particolare gli effetti restrittivi sugli utenti di ricaricabili che in pochi mesi hanno visto drasticamente ridursi la possibilità di reperire sul mercato offerte di rinnovo automatico della tariffazione alternative a quella ogni 28 giorni. Con particolare riferimento alla rimodulazione tariffaria operata da Tim rispetto ai piani attualmente in vigore, l’Autorità invece ha ritenuto non completa l’informazione agli utenti sull’intenzione di rimodulare le offerte già sottoscritte, informazione necessaria a garantire il diritto di recedere dal contratto, eventualmente passando ad altro operatore, senza penali o costi di disattivazione. Pertanto, con delibera l’Autorità ha diffidato la Società al rispetto degli articoli 70 e 71 del codice delle comunicazioni e, conseguentemente, a prorogare di sessanta giorni, decorrenti dalla completa informativa agli utenti interessati, il termine per l’esercizio del diritto di recesso senza costi. L’auspicio dell’Autorità – conclude la nota – è che, grazie a tale misura, gli utenti possano acquisire maggiore consapevolezza della reale portata della manovra e scegliere con consapevolezza se esercitare il diritto di recedere dal contratto, passando ad operatori alternativi.

 

fonte: repubblica.it

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