DA TRE ANNI NON PUO’ ACCEDERE ALLA PROPRIA TOMBA DI FAMIGLIA NEL CIMITERO DI MESTRE PER LAVORI DI MANUTENZIONE. PENSIONATO CHIEDE L’INTERVENTO DI ADICO

MESTRE. Non possono intervenire per togliere le erbacce o per posare un mazzo di fiori, non possono recitare una preghiera dentro il sepolcro o procedere con le necessarie pulizie. E’ una situazione ormai insostenibile quella che stanno vivendo i componenti della famiglia Rallo (e non solo loro) con la propria tomba di famiglia perpetua all’interno del cimitero di Mestre. Da tre anni, infatti, l’accesso a tutta l’area che si trova nel reparto 2 del campo Santo è interdetta da una recinzione posata appunto tre anni fa in vista di lavori di manutenzione straordinaria su alcune strutture pubbliche adiacenti. Dopo vari tentativi e diverse denunce, la famiglia Rallo si è ora rivolta all’ufficio legale dell’Adico, per spingere il Comune e soprattutto Veritas a risolvere questo disagio che coinvolge, oltre alla famiglia che si è rivolta all’Adico, anche altre decine di famiglie le cui tombe dei propri cari sono irraggiungibili a causa della recinzione. “La tomba dei nostri soci – spiega Carlo Garofolini, presidente dell’Adico – è ormai in uno stato di degrado e di abbandono indescrivibile. Sono cresciuti alberi ed erbacce e se non si interviene al più presto per sanare la situazione, quella struttura rischia di diventare del tutto inagibile. E’ una questione delicatissima alla quale bisogna fare fronte il prima possibile. Come si può pensare che una persona non possa deporre neppure dei fiori sulla tomba dei propri cari defunti?”. Qualche giorno fa gli uffici tecnici del Comune hanno risposto alla lettera inviata da Adico, specificando che “la prolungata insufficienza di cure manutentive, per la carenza di risorse finanziarie a ciò allocate, ha condotto all’attuale stato di degrado sul fabbricato e su numerosi altri parametri interdetti, con una diffusione connotazione e gravità tali da assumere connotazioni emergenziali”. Poi l’amministrazione specifica che “nonostante l’ingente quantità di risorse necessarie, riteniamo improcrastinabile programmare fin da subito (nell’anno 2017) l’avvio di interventi di ripristino funzionale con priorità sui manufatti maggiormente degradati”. Insomma, il Comune (e Veritas) assicurano che, pur se con costi ingenti, la situazione verrà sistemata al più presto e presumibilmente i lavori partiranno nel mese di marzo 2018. “Noi seguiremo passo dopo passo il crono-programma indicatoci dagli uffici comunali – conclude Garofolini – augurandoci che davvero questa incredibile vicenda, cominciata ancora tre anni fa, venga risolta, permettendo alle famiglie di accedere finalmente alle tombe dei propri cari”.

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