UN’AZIENDA SU 5 VITTIMA DI FRODI ECONOMICO FINANZIARIE: CRESCE IL CYBERCRIME

Un’azienda su cinque, in Italia, ha subito frodi economico finanziarie negli ultimi due anni. A livello mondiale, invece, il dato sale 36% delle società. Lo rivela il Global Crime Survey di PwC, un’indagine condotta sul fenomeno delle frodi economico-finanziarie, dalla corruzione al più recente cybercrime. Nel nostro paese la truffa più diffusa resta l’appropriazione indebita, che rappresenta il 70% circa delle frodi dichiarate (65% nel 2014), seguita dalla corruzione in crescita al 23% (13% nel 2014). Al terzo posto si conferma il cybercrime, riportato nel 20% dei casi (22% nel 2014). Nonostante il calo marginale dei crimini economici complessivamente registrato, il costo finanziario di ciascuna frode è in aumento: il 27% delle aziende dichiara danni superiori al milione di euro. I settori più colpiti risultano energia, utilities ed industria mineraria (50%), servizi finanziari (35%), manifatturiero (17%), servizi professionali (11%). A livello globale, i crimini informatici hanno colpito soprattutto il settore dei servizi (52%, ovvero il 7% in più rispetto al 2014), nel complesso, invece, i campi più bersagliati sono stati: comunicazioni (44%, il 14% in più rispetto al 2014), chimico (34%, il 12% in più rispetto al 2014), farmaceutico (31%, il 21% in più rispetto al 2014), assicurativo (29%, il 13% in più rispetto al 2014) e gli organismi statali (29%, il 17% in più rispetto al 2014). Circa la metà dei reati più gravi è stata commessa da dipendenti dell’azienda coinvolta, si tratta in genere di uomini laureati, con tre-cinque anni di servizio, un’età compresa tra i 31 e 40 anni e ricoprono una posizione dirigenziale di middle management.

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