Undici mesi di richieste e contestazioni andate a vuoto: la via crucis di una pensionata di Salzano (invalida al 100%) per subentrare nel contratto telefonico al marito deceduto

SALZANO (Venezia). All’apparenza appare una cosa semplicissima. Basta solo cambiare il destinatario delle bollette e i giochi sono fatti. Insomma, subentrare in un contratto telefonico per il decesso del titolare del contratto stesso non dovrebbe essere una impresa. E invece per Graziella De Marchi, 79enne pensionata di Salzano invalida al 100%, questa richiesta si è trasformata in una vera e propria via crucis dai contorni grotteschi (e per molti versi comici) cominciata a ottobre 2019 e ancora di fatto non conclusa. L’anziana, assistita costantemente dal figlio, è appunto dallo scorso autunno che chiede a Tim di poter subentrare nel contratto di telefonia al marito deceduto. E l’unico risultato finora ottenuto, a febbraio, è quello di ritrovarsi con le fatture intestate a tale Giancarla Gosso che, a scanso di equivoci, non ha alcun tipo di contatto con la pensionata di Salzano e non è detto neppure che esista. Dopo decine e decine di chiamate effettuate soprattutto dal figlio (almeno una a settimana a partire da ottobre scorso) la situazione non si è risolta e, anzi, si è ulteriormente aggravata. Infatti, di fronte alle bollette inviate con regolarità dall’azienda, la pensionata ha deciso di bloccare l’addebito in banca e, a fine giugno, si è ritrovata senza linea telefonica per il distacco ordinato dalla Tim. “Questa è una storia emblematica legata a un mondo che produce continui disservizi, ritardi e problemi come quello della telefonia – commenta Carlo Garofolini, presidente dell’Adico, associazione a cui si è rivolta la pensionata assieme al figlio, per farsi tutelare e assistere -. Per fortuna tramite il nostro ufficio legale siamo riusciti a far riattivare la linea in pochi giorni. Ora resta la questione del subentro e delle bollette inviate a nome di una persona che non sappiamo neppure se esista. E’ davvero irragionevole che una persona, fra l’altro anziana e invalida al 100%, dopo quasi un anno di richieste non riesca a ottenere un semplice subentro in un contratto intestato al marito deceduto. Per fortuna la donna ha il sostegno del figlio, ma non è giusto che entrambi debbano perdere così tanto tempo per risolvere una questione che pare molto semplice da affrontare. Ricordiamo che anche la scorsa settimana la nostra socia ha ricevuto una fattura della Tim sempre intestata a questa fantomatica Giancarla Gosso. Ora il nostro ufficio legale sta valutando pure la possibilità di richiedere un risarcimento per i disagi provocati da questa vicenda”.      

2 commenti su “Undici mesi di richieste e contestazioni andate a vuoto: la via crucis di una pensionata di Salzano (invalida al 100%) per subentrare nel contratto telefonico al marito deceduto”

  1. La fotocopia esatta della vicenda di mia mamma, 75 anni, invalida, che 4 anni fa solo con il nostro aiuto e perdita di tantissime ore da parte di tutti è riuscita a subentrare al papà deceduto dopo quasi 1 anno. Cambia solo l’operatore (Infostrada) ma questo fa capire che è un problema di sistema: aziende, software e organizzazioni assolutamente inadeguate ai tempi che corrono.

    1. Grazie mille per la testimonianza che dimostra ancora una volta come disservizi e lentezze appartengano a tutto il mondo della telefonia. Naturalmente quando si tratta di far sottoscrivere un contratto sono velocissimi.

      Grazi9e ancora
      Gianluca Codognato
      uff. stampa Adico

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