I VENDITORI DI RILEVATORI DI GAS TORNANO A MESTRE CON UNA NUOVA TECNICA: FILMARE L’INCONTRO CON LE POTENZIALI “VITTIME” LA DENUNCIA ALL’ADICO DA PARTE DEL FIGLIO DI UNA ANZIANA COPPIA DI VIALE GARIBALDI. GAROFOLINI: “VIDEO INQUIETANTE”.

Dopo un periodo di relativa calma, sono tornati a  bazzicare Mestre e soprattutto la zona di viale Garibaldi e di Carpenedo. Ma questa volta hanno affinato la tecnica con un nuova strategia dagli aspetti inquietanti: filmare con il cellulare le proprie “vittime”, per lo più anzianissime, per dimostrare, se chiamati in causa, di essere stati corretti e di non aver forzato la mano a nessuno. Insomma, i venditori di rilevatori di gas continuano a “spillare” soldi alle persone anziane, preferibilmente over 80, vendendo a prezzi esorbitanti (adesso siamo arrivati a circa 400 euro l’uno) dispositivi che si possono trovare su internet per qualche decina di euro e che sono anche poco efficaci. La tecnica del video è stata denunciata all’Adico ieri da il figlio di una coppia di anziani, lei 85 enne e lui 90 enne, che giovedì scorso hanno ricevuto la visita in casa di un venditore nella propria abitazione di viale Garibaldi. “Evidentemente per tutelarsi di fronte alle innumerevoli accuse provenienti anche dalla nostra associazione – spiega Carlo Garofolini, presidente dell’Adico – questa persona ha filmato l’incontro, immortalando soprattutto la firma del contratto e testimoniando che, a differenza della altre volte, il venditore non ha detto nulla circa l’obbligatorietà di quei dispositivi. A vedere il video (da noi visionato), che è stato inviato via whattsapp dal venditore stesso al figlio dei due pensionati infuriato con la ditta,  si resta attoniti di fronte alla verve del venditore e al disorientamento dei due poveri anziani, totalmente spaesati e ignari di ciò che stavano firmando. Nel video si vede anche il momento in cui viene staccato l’assegno e consegnato al rappresentante della ditta. Una scena che la dice lunga sulla spregiudicatezza di questi personaggi. Tra l’altro la visita è avvenuta nelle uniche due ore in cui la badante è di riposo, fra le 14 e le 16. Fatalità”. Ora il figlio della coppia manderà indietro il dispositivo sfruttando il diritto di recesso. Ma, continua Garofolini, “è molto probabile che non riceverà subito i soldi indietro e che dovrà lottare molto se vorrà riavere i 399 euro pagati dal padre, perché abbiamo già visto situazioni simili”. La ditta in questione si chiama “Protezioni gas”, un nome differente rispetto ai vari utilizzati negli anni passati, ma che fa sempre riferimento a una sede della provincia di Brescia. “Crediamo si tratti sempre della stessa azienda – conclude il presidente dell’Adico – ma faremo le necessarie verifiche. Il nostro consiglio è sempre quello di non aprire mai la porta a persone sconosciute e comunque di non firmare mai nulla subito, a caldo, per valutare bene l’offerta. Naturalmente è da evitare in ogni modo di farsi filmare. Invitiamo ancora una volta gli amministratori di condominio a proibire che questi venditori lascino gli avvisi negli ingressi delle case annunciando la propria visita”.

 

Una risposta

  1. Attenzione sono arrivati anche a Reggio Emilia “truffatori “ti impongano la applicazione della apparecchio rilevatore gas se dichiarano “”Protezioni Gas.prezzo 399 euro

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