Viaggi cancellati per il Coronavirus, boom di richieste d’aiuto all’Adico. Garofolini: “sì ai rimborsi per chi non può utilizzare il voucher”

Voucher o rimborso? Mentre la fase 2 è appena iniziata, la domanda comincia a rimbalzare fra i tanti viaggiatori che avevano programmato una vacanza in questo periodo nefasto e ora cercano di avere indietro quanto anticipato come caparra o addirittura come saldo. In questi giorni Adico – che da ieri ha aperto la sua sede al pubblico dopo aver offerto per tutto il periodo di lockdown i propri servizi con modalità alternative – sta raccogliendo molte storie di cittadini che non sono potuti partire e ora lottano per ottenere il rimborso di quanto già versato. Fra questi anche diverse coppie che dovevano sposarsi e andare in viaggio di nozze prima che il Coronavirus facesse evaporare i loro sogni. Le questioni aperte sono molte anche contando che, purtroppo, più di qualche agenzia di viaggio rischia di chiudere i battenti a causa della pandemia. Ma resta il fatto che non tutti i cittadini possono sfruttare l’eventuale voucher che è previsto nel decreto Cura Italia quale alternativa al rimborso. Come fare? “Da tempo diciamo che su questo argomento bisogna analizzare i singoli casi – spiega Carlo Garofolini, presidente dell’associazione – è vero che per i pacchetti vacanza non utilizzati a causa del lockdown le agenzie e le strutture ricettive possono offrire un voucher. E’ pur vero, però, che il voucher deve essere utilizzato entro un lasso di tempo definito e per la destinazione fissata in precedenza. Molti non possono sfruttarlo er motivi che non dipendono dalla loro volontà ed è qui che deve essere riconosciuto il rimborso”. Per farsi assistere dall’ufficio legale dell’Adico si può contattare la segreteria allo 041-5349637 dal lunedì al venerdì con orario 9-13 e 15-19.

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