FALLIMENTO CEPU, I DIPENDENTI DELLA SEDE DI MESTRE SI RIVOLGONO ALL’ADICO PER RECUPERARE GLI STIPENDI ARRETRATI

Avanzano ancora qualche stipendio arretrato che naturalmente non vogliono perdere. Per questo motivo alcuni dipendenti del Centro Europeo di Preparazione Universitaria, noto a tutti come Cepu, di Mestre, si sono rivolti all’ufficio legale dell’Adico chiedendo assistenza. La vicenda scaturisce a causa delle difficoltà economiche riscontrate dalla Cesd, proprietaria della Cepu, che lo scorso ottobre aveva chiesto l’accesso al concordato preventivo, senza poi presentare la documentazione richiesta. Così il 17 febbraio il Tribunale di Roma ne ha dichiarato il fallimento che, naturalmente, va a coinvolgere le tante “scuole” presenti in tutta Italia, fra cui quella di Mestre che si trova in via Torino. Attualmente il centro è ancora aperto e funzionante, perché è passato in mano a un’altra società, e i dipendenti lavorano, ma resta il nodo appunto degli stipendi arretrati.  Allo stato delle cose, come spiega Carlo Garofolini, presidente dell’Adico, “l’unica soluzione per recuperare i due, tre mesi di pagamenti mancanti è quello di insinuarsi al passivo del fallimento. La nostra associazione, dunque, assisterà i propri soci in questo delicato passaggio in modo che possano trovare presto soddisfazione. A quanto pare attualmente il centro prosegue la propria attività dato che è passato in mano a un’altra società, quindi per quanto riguarda gli ultimi stipendi non sembrano esserci problemi. Ma vigileremo, anche perché se il Cepu dovesse chiudere del tutto, è probabile che restino a piedi anche studenti che magari hanno già pagato i corsi”. Per essere ammessi fra i creditori della società ci sono delle tempistiche ben definite: la richiesta deve pervenire entro il 23 maggio 2016.

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