OK DECRETO MUTUI: LA BANCA POTRA’ ESPROPRIARE LA CASA DOPO 18 RATE NON PAGATE

Le banche potranno entrare direttamente in possesso della casa ipotecata da un mutuatario dopo il mancato pagamento di 18 rate di mutuo, anche non consecutive. La possibilità – da inserire nel contratto tra istituti e clienti – non potrà, però, essere retroattiva. Dal Consiglio dei ministri è quindi arrivato il via libera definitivo al “decreto mutui”, che recepisce una direttiva Ue del 2014 e stabilisce la possibilità per le banche di vendere direttamente la casa (e qualunque immobile soggetto a ipoteca) senza l’obbligo di passare dall’asta giudiziaria in caso di inadempimento del mutuatario nel saldare le rate. Una procedura che permetterà alle banche di evitare le aste giudiziarie che arrivano a durare anche sette anni.

La direttiva europea aveva alimentato polemiche quando emerse che la norma avrebbe aperto alla possibilità di inserire nei contratti di mutuo una clausola in base alla quale – dopo il mancato pagamento di sette rate – l’istituto sarebbe entrato in possesso dell’abitazione per mettere fine a ogni pretesa di rimborso verso i consumatori, senza passare dal Tribunale per le normali procedure giudiziali. Così facendo, avrebbe di fatto espropriato l’immobile per venderlo in tempi rapidi e incassare il corrispettivo della vendita, fatto salvo l’obbligo di distribuire gli incassi extra (rispetto all’ammontare del debito) ai mutuatari stessi.

Una eventualità, per altro, che avrebbe potuto estendersi ai mutui già stipulati. Non a caso la protesta delle opposizioni e dei consumatori è stata così forte da costringere il Pd e l’esecutivo a mettere mano alle norma precisando che la clausola sulla possibilità di cedere la casa alla banca per estinguere il debito “è facoltativa e la banca non può obbligare il cittadino a sottoscriverla”, anche se sull’argomento restano dubbi sulla reale parità di forze tra le due parti (banca e consumatore) al momento della richiesta di un finanziamento.

Quanto alle scelta dell’esproprio dopo 18 rate, il relatore alla Camera, Giovanni Sanga, aveva spiegato che è “stata fatta in base alla normativa già esistente, che prevede appunto la possibilità di sospendere per 18 mesi il pagamento delle rate sul mutuo prima casa”. Confermato anche il divieto al “patto commissorio”, già proibito dal codice civile: si tratta, infatti, di quel patto in base al quale la banca avrebbe potuto impossessarsi dell’immobile per venderlo e tenere per sé l’intero ricavato. Si disciplina, invece, la sua versione già ammessa, quella del “patto marciano”: “La banca può cioè trattenere dopo la vendita della casa solo quanto ancora dovuto ed è obbligata a restituire al consumatore l’eventuale eccedenza”, il debito nei confronti della banca sarà comunque estinto anche se il valore dell’immobile – definito da un perito indipendente – fosse inferiore all’ipoteca residua.

Una risposta

  1. Ormai non ci sono limiti alla delinquenza delle banche, che si è allargata grazie alla complicità di ministri compiacenti che non hanno rispetto per i risparmiatori e per chi, in momentanea difficoltà, dovuta soprattutto alla crisi economica e alle stesse banche che li hanno derubati, non riesce più a pagare le rate del mutuo.

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