CON I MASSAGGI LOW COST IN SPIAGGIA SI RISCHIANO DOLORI E INFEZIONI

N on cedere alla tentazione di un massaggio sotto l’ombrellone: infezioni e dolori possono essere le conseguenze poco piacevoli della manipolazione, eseguita da massaggiatori improvvisati. Massaggiatori, per lo più orientali, che continuano a essere molto presenti sulle spiagge della Penisola, e non solo. A mettere in guardia è Mauro Tavarnelli, presidente dell’Associazione italiana fisioterapisti (Aifi), evidenziando la mancanza di controlli per tutelare i bagnanti da massaggiatori abusivi. «L’ordinanza di divieto non è stata più prorogata negli ultimi anni, e ben poco si fa per vigilare sul fenomeno – sottolinea -. E’ invece necessario che gli organismi competenti, il ministero della Salute o i Comuni, attuino meccanismi di verifica e controllo, a salvaguardia della salute dei cittadini. Sono loro a correre rischi reali».

Dolori, infiammazioni, dermatiti

Per l’esperto, infatti, «non è vero, come si crede, che ‘tanto non fa male’. I massaggi eseguiti da personale non qualificato possono causare dolori e infiammazioni, oppure peggiorare patologie preesistenti o ‘nascoste’. Verificare lo stato generale di salute e la presenza di eventuali disturbi, che possono essere controindicati alla manipolazione, è la prima cosa che fa un fisioterapista – precisa – per decidere l’intervento più corretto». Non solo. I massaggi «low cost» in spiaggia «vengono effettuati senza alcun rispetto delle norme igieniche: un professionista non lo farebbe mai», evidenzia Tavarnelli. Si rischiano funghi, infezioni, allergie della pelle. Non si conosce la provenienza e il contenuto di oli, creme e gel utilizzati per massaggiare: queste sostanze possono causare reazioni allergiche e dermatiti scatenate dai raggi solari. Non è sufficiente l’uso di gel igienizzanti da parte del massaggiatore: finisce per mischiarsi a creme, sudore, impurità, favorendo di cliente in cliente la trasmissione degli stessi funghi che si possono prendere camminando scalzi.

Massaggiatori abilitati

Meglio, dunque, «rivolgersi a massaggiatori abilitati, centri estetici o Spa che rispettano le norme igieniche – raccomanda Tavarnelli – per massaggi rilassanti, mentre per quelli professionali, in presenza di dolori osteo-articolari e muscolari, bisogna rivolgersi a un fisioterapista in possesso di titolo di laurea italiano, di un titolo equipollente o equivalente, oppure di un titolo estero riconosciuto con decreto dal ministero della Salute». Anche in questo caso, occhio agli abusivi: se i fisioterapisti laureati e qualificati sono 50mila, si stima che i sedicenti professionisti siano almeno il doppio, circa 100 mila. «Ma è difficile quantificarli – afferma – e il dato è sottostimato. Per i cittadini non è facile verificare i titoli professionali. Per questo chiediamo l’adozione di misure, come l’istituzione dell’Ordine professionale, che potrebbero portare a una maggiore tutela della nostra professione e, soprattutto, della salute dei cittadini. E come Aifi promuoviamo ogni anno la campagna di sensibilizzazione contro l’abusivismo ‘Giù le mani’, in occasione dell’8 settembre, che è la giornata mondiale della fisioterapia. Giunta quest’anno alla quinta edizione, si concluderà il 12 settembre con il ‘Fisio-Day’, l’apertura degli studi fisioterapici per consulti gratuiti».

(Fonte: Adn-Kronos Salute)

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