FALSI MADE IN ITALY, A LIVELLO MONDIALE UN GIRO D’AFFARI DA 60 MILIARDI DI EURO

L’Italian sounding, cioè i prodotti che sembrano italiani ma non lo sono, a livello mondiale hanno un giro d’affari pari a 60 miliardi (l’ultimo falso arrivato è il Prosecco ‘made in Crimea’), cioè quanto la Corte dei Conti ha stimato sia il costo della corruzione nel nostro Paese. Anche per questo la difesa del made in Italy, e la lotta ai ‘falsi’ nel settore agroalimentare è così importante per l’Italia, che a Lodi ha organizzato il primo Forum internazionale sulla tutela del cibo vero, che il ministro delle Politiche agricole, Maurizio Martina, intende rendere permanente. Un obiettivo condiviso con le sessanta delegazioni internazionali arrivate a Lodi per l’occasione. “È stata una tappa fondamentale della costruzione dell’eredità politica e istituzionale di Expo 2015” ha proseguito il ministro chiudendo i lavori.
“È un risultato estremamente positivo delle nostre battaglie il piano per l’export del governo che prevede per la prima volta azioni di contrasto all’Italian sounding nell’agroalimentare” – ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo, nel sottolineare che “la contraffazione e la falsificazione dei prodotti alimentari Italian sounding a livello internazionale costa all’Italia trecentomila posti di lavoro che si potrebbero creare nel Paese con una azione di contrasto a livello nazionale ed internazionale”.
Due prodotti alimentari di tipo italiano su tre in vendita sul mercato internazionale – ha spiegato Moncalvo – sono il risultato dell’agropirateria internazionale. In testa alla classifica dei prodotti più taroccati, secondo la Coldiretti, ci sono i formaggi partire dal Parmigiano Reggiano e dal Grana Padano che, ad esempio, negli Stati Uniti in quasi nove casi su dieci sono sostituiti dal Parmesan prodotto in Wisconsin o in California. Ma sono spesso ‘clonatì anche i salumi italiani più prestigiosi, dal Parma al San Daniele, per non parlare degli extravergine d’oliva e le conserve come il pomodoro san Marzano che viene prodotto in California e venduto in tutti gli Stati Uniti.
Oltre al tema dello scambio di informazioni e di buone pratiche fra forze di polizia per comportarsi allo stesso modo davanti a situazioni simili, che si tratti di champagne cinese in Italia o di mozzarelle made in Thailandia vendute in Francia, si è parlato anche della nuova frontiera del ‘falso’ cioè le vendite online. Grazie all’accordo con Ebay il ministero delle Politiche agricole in dieci mesi ha aperto 160 procedure bloccando la vendita in Europa di prodotti falsi per 50 milioni di euro.
“Siamo capofila nella frontiera del web”, ha spiegato Martina annunciando che ad Expo si lavorerà anche su questo tema. D’altronde la prospettiva è che nei prossimi anni il mercato via Internet continuerà ad allargarsi. (Fonte: Avvenire)

Una risposta

  1. Questa è solo la punta dell’iceberg ….
    Questa è la globalizzazione, l’abbiamo voluta? Godiamocela!

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