Frodi alimentari: Cia, il 20 per cento riguarda il vino

(Roma, 29 maggio) – Frodi e contraffazioni sottraggono oltre un miliardo di euro l’anno all’agroalimentare nazionale, di cui il 20 per cento “scippato” al mondo del vino. Un settore in costante crescita, in grado di fatturare quasi 10 miliardi di cui la meta’ realizzati all’estero, dove una bottiglia su cinque è “made in Italy”. Lo afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori, in merito all’operazione dei carabinieri del nucleo operativo di Siena che, con l’ausilio dei Nas di Firenze, ha portato al maxi-sequestro di oltre 30mila bottiglie falsamente etichettate come Brunello di Montalcino o altri marchi Docg di fama internazionale.
A finire nel mirino di falsi e tarocchi -sottolinea la Cia- sono sempre più spesso i prodotti di qualità regolamentata, come le denominazioni di origine, che dovrebbero offrire un’assoluta garanzia di sicurezza alimentare, criterio al primo posto nelle scelte di consumo per otto italiani su dieci.
Per difendere le nostre produzioni d’eccellenza è necessario assoluto rigore, controlli puntuali e “tolleranza zero” nei confronti degli autori delle truffe e degli inganni a tavola – evidenzia la Cia – che non solo danneggiano i consumatori, ma minano la credibilità dell’intero sistema agroalimentare italiano. Tanto più che il nostro Paese conta 521 vini a denominazione d’origine. Una realtà costituita da 330 Doc, 118 Igt e 73 Docg.

(fonte Agi.it)

Una risposta

  1. Avete fatto presto a dimenticare, le frodi fatte dai produttori ITALIANI, IL famoso vino al metanolo, o quello che si incontra anche oggi pieno di zucchero, chi non ha colpe scagli la prima pietra.

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