Il prezzo dell’adblu si impenna, la preoccupazione di Adico: “ennesima stangata per il settore trasporto”

Rincari, rincari e ancora rincari. Dove finirà il mondo del trasporto a causa della continua impennata dei prezzi? Sono in molti a chiederselo di fronte alla nuova frontiera degli aumenti che, dopo il carburante, ora coinvolge anche l’Adblu. Questo prodotto, detto anche Def – Diesel exaust fluid – è indispensabile per il funzionamento delle vetture diesel dotate di catalizzatore Scr, il più efficace nell’abbattere le emissioni di ossidi di azoto e, quindi, di gran lunga il più utilizzato sulle auto di ultima generazione. Il rincaro, dunque, si scaglia su chi ha scelto una vettura diesel euro 5 o 6, quindi super-ecologica e, naturalmente, sugli autotrasportatori. Ma che succede? E’ presto detto. Visto che l’Adblu lo si ottiene dal metano e dato che il prezzo del metano è salito alle stelle, per inevitabile proprietà transitiva anche il prodotto anti-emissioni costa sempre più. Secondo l’associazione Trasportounito, preoccupatissima per i conducenti di tir, il prezzo dell’additivo sarebbe balzato da 250 a 500 euro per 1.000 litri. “Gli autotrasportatori che si sono dotati di un mezzo moderno e a basso impatto ecologico sono i più penalizzati – conferma Carlo Garofolini, presidente dell’Adico – ma noi pensiamo anche agli automobilisti che hanno investito molti soldi per acquistare una macchina diesel ma di ultima generazione. Il paradosso è evidente: chi inquina molto paga poco chi inquina poco paga molto. Fra l’altro l’adblu è quasi introvabile in questo periodo. Intanto l’inflazione nel settore trasporti è fuori controllo e non vediamo altre soluzioni che un intervento della politica. Temiamo che il 2022 per le famiglie sarà un anno di stangate generalizzate a fronte, certo, di una economia in grande ripresa. Per molti cittadini sarà più dura del periodo Covid”.

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