INDUSTRIA: IL 2014 IN ROSSO, MA DA DICEMBRE SI VEDE LA RIPRESA

Terzo rosso consecutivo. Il dato sulla produzione industriale italiana alla fine del 2014 conferma la difficoltà del paese a uscire dalle secche della crisi: lo scorso anno, infatti, si è chiuso con una contrazione dello 0,8% sul 2013 che aveva già registrato un -3,2% dopo il crollo dell’anno prima (-6,4%).
L’Istat, però, rileva segnali positivi perché a dicembre c’è stata un’inversione di rotta con un aumento dello 0,4% rispetto a novembre e dello 0 ,1% rispetto allo stesso periodo del 2013: si tratta del secondo aumento congiunturale consecutivo, una situazione che non si verificava da oltre anno.
Tra le note positive si registra la produzione di auto che è cresciuta del 30,4% a dicembre rispetto al 2013 e chiude il 2014 con un +9,2% anno su anno: “L’anno – dicono i tecnici dell’Istituto – si chiude con una performance molto positiva di tutti i mezzi di trasporto”, il settore cresce del 4,4% nel 2014 a del 14,7% a dicembre su dicembre 2013.
Nel dettaglio, a dicembre l’indice destagionalizzato presenta variazioni congiunturali positive nei comparti dei beni strumentali (+3,0%), dell’energia (+0,4%) e dei beni intermedi (+0,3%); diminuiscono invece i beni di consumo (-0,9%). In termini tendenziali gli indici corretti per gli effetti di calendario registrano, a dicembre 2014, un solo aumento nel comparto dei beni strumentali (+6,5%); diminuiscono invece l’energia (-6,0%), i beni intermedi (-2,4%) e, in misura più lieve, i beni di consumo (-0,2%).
Per quanto riguarda i settori di attività economica, a dicembre 2014, i comparti che registrano i maggiori aumenti tendenziali al di là dei mezzi di trasporto, sono quelli della fabbricazione di computer, prodotti di elettronica ed ottica, apparecchi elettromedicali, apparecchi di misurazione e orologi (+13,9%) e della fabbricazione di macchine e attrezzature n.c.a (+8,6%). Le diminuzioni maggiori si registrano nei comparti della fabbricazione di apparecchiature elettriche e apparecchiature per uso domestico non elettriche (-10,3%), della fornitura di energia elettrica, gas, vapore ed aria (-7,4%) e della attività estrattiva (-5,8%)

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