IVA SULLA TIA, RIMBORSI ANCORA BLOCCATI. GAROFOLINI: “MINISTERO DISINTERESSATO AI CITTADINI E ALLE SENTENZE”

“Ancora una volta lo Stato dimostra il proprio disinteresse nei confronti delle sentenze e dei cittadini. A quattro mesi di distanza dalla decisione della Corte Costituzionale, che a marzo ha dichiarato definitivamente illegittima l’Iva sulla Tia, la tassa di igiene ambientale, non è stato decretato alcun rimborso. Quei soldi devono essere restituiti subito agli utenti”. Carlo Garofolini, presidente dell’Adico, lancia un ultimatum al Ministero della Finanze affinchè sblocchi i soldi dell’Iva non dovuta, soldi che devono essere restituiti agli utenti tramite Veritas. “Come ci era stato consigliato dallo stesso amministratore delegato di Veritas – continua Garofolini – abbiamo invitato i nostri soci a inviare all’azienda la richiesta di rimborso. Allo stato attuale, però, il Ministero non ha ancora tirato fuori le cifre dovute e quello che dà ancora più fastidio è il suo silenzio, che testimonia appunto un disinteresse per le sentenze e per i cittadini. Quando lo Stato avanza soldi, anche pochi euro, smuove mari e monti per obbligare il cittadino a pagare, quando avviene il contrario, fa finta di nulla e non rispetta neppure le decisioni della Corte Costituzionale. Un comportamento vergognoso”. Gli utenti privati, com’è ormai noto, avanzano importi che variano fra i 70 e i 100 euro; per il Mef uno sforzo economico che si aggira attorno ai 20 milioni di euro. “Capiamo che non sono pochi soldi – sottolinea ancora il presidente dell’Adico – ma se c’è una sentenza questa deve essere rispettata. Tra l’altro si dice che la spesa per i calcoli che dovrà effettuare Veritas per ogni singolo utente verrà addebitata agli stessi cittadini. Questo ovviamente non deve assolutamente avvenire e quindi monitoreremo la situazione pronti a intervenire immediatamente”.

 

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