La pandemia fa impennare anche a Mestre i pignoramenti immobiliari. Garofolini: “boom di procedure per mancati pagamenti di spese condominiali”

MESTRE. Com’era prevedibile, vista la grave crisi economica provocata dal Covid, anche a Mestre crescono in modo esponenziale i pignoramenti immobiliari, bloccati fino al 30 giugno con il decreto Milleproroghe ma comunque già annunciati e, di fatto, avviati in attesa dello sblocco (che permetterà la vendita effettiva dell’abitazione). Non era così prevedibile, invece, che tale procedura colpisse in modo particolare i proprietari di prima casa in ritardo con il pagamento delle spese condominiali, più che quelli in difficoltà con la rata del mutuo. Eppure – guardando i casi “mestrini” seguiti da Adico a partire da inizio anno (dieci in tutto, uno in meno di quelli seguiti in tutto il 2019) – predominano i pignoramenti attivati dagli amministratori per mancati pagamenti delle spese di condominio. Un chiaro effetto della crisi causata dalla pandemia, dato che le cifre in gioco sono relativamente poco consistenti, di solito sull’ordine di alcune migliaia di euro.

Le disavventure vissute dai proprietari di prima casa, sono figlie di un 2020 drammatico per molte famiglie e molti lavoratori, costretti in cassa integrazione o sostenuti dai magri rimborsi erogati dal governo centrale. La crisi economica ha in pochi mesi creato un esercito di “cattivi” pagatori, impossibilitati a onorare rate o spese condominiali. E così ci sono persone che si sono viste mettere la casa all’asta per 5, 6 mila euro di debito, una circostanza che “ci lascia perplessi – come sottolinea Carlo Garofolini, presidente dell’Adico – perché per pochi soldi si rischia di mettere in strada una famiglia. Ci appelliamo agli amministratori di condominio che in queste situazioni si dimostrano eccessivamente aggressivi: evitiamo i pignoramenti nei casi di ritardi nel pagamento delle spese, tenendo presente ciò che è successo nel 2020 con la prima ondata pandemica e il conseguente lockdown”.  

Nei casi seguiti da Adico, che sono ancora in fase di definizione, sei su dieci sono legati alle spese condominiali. In generale, l’ufficio legale procede con una richiesta di sospensione dell’atto esecutivo, in cerca di un possibile accordo. Questo, se la vendita è già stata predisposta. In caso contrario, si può optare per la sospensione più la definizione di un piano di rientro, oppure con la conversione del procedimento, realizzabile versando al Tribunale un sesto del debito e concordando poi una rateizzazione della parte restante.  Questa è la scelta più auspicabile di fronte a un pignoramento per mancati versamenti delle spese condominiali. Comunque, prima di scegliere la strada da intraprendere, l’ufficio legale dell’associazione chiede al Tribunale un accesso agli atti, per valutare la posizione del soggetto interessato. Poi, definisce il procedimento da seguire.

“Pensiamo che il trend registrato dalla nostra associazione in questi mesi – continua Garofolini – rappresenti in realtà una tendenza nazionale. In questo particolare momento storico ci vorrebbe un po’ di comprensione da parte dei creditori, siano essi le banche o gli amministratori di condominio. Sarebbe necessario un intervento da parte del governo per prolungare il blocco dei pignoramenti a chi si trova in difficoltà a causa della pandemia. Non si può infierire così su chi è già stato abbondantemente danneggiato dalle restrizioni emanate per combattere l’esplosione del Covid 19”.      

10 risposte

  1. con tanti DPCM varati nel corso della pandemia, si poteva farne uno per evitare situazioni simili, prevedendone però tutti gli effetti collaterali!

  2. Il COVID, le restrizioni, le sofferenze e le tante umiliazioni subite dalle famiglie e nelle famiglie non bastano ancora… e, in mezzo a tutto questo evento epocale i politici di ogni casacca percorrono vie distanti dalla motivazione per cui sono stati eletti diventando: bugiardi, voltagabbana e ipocriti già pochi minuti dopo la loro elezione.
    Poi il vuoto intorno a noi.
    Non siamo più noi, ma solo loro.
    Molto c’è da fare!

    1. Grazie signor Paolo, mi auguro che le cose cambino davvero. E purtroppo ha ragione, troppo spesso le promesse dei politici in campagna elettorale restano lettera morta. Speriamo in tempi migliori (e ci mancherebbe altro).
      Distinti saluti
      Gianluca Codognato
      uff. stampa Adico

  3. Spett.le ADICO,
    non è solo il caso dei pignoramenti immobiliari che affligge il nostro paese; già prima dell’avvento del COVID la situazione economica generale del paese era drammatica , tutti i nodi erano venuti al pettine. Da tempo una governance politica era assolutamente inadeguata ed incapace di notare i problemi più evidenti.
    Io sono un tecnico e non voglio parlare di politica anche perchè è ormai impossibile scegliere tra una classe di politici inadeguati, disonesti ed attenti solo alla propria posizione. Avendo lavorato all’estero per 44 anni, posso ben notare la differenza di comportamento di altri paesi derivante solo da una “cultura” molto più avanti della nostra.
    Vorrei scrivere ancora molto, ma mi rendo conto che non è questo il luogo.
    Giovanni Gregorini

    1. Salve signor Gregorini, diciamo che i pignoramenti sono fra i tanti problemi del Paese. Speriamo comunque di risollevarci in un modo o nell’altro, lei qui può scrivere tutto ciò che crede (ovviamente nei limiti del lecito :)) per noi il dibattito civile è sempre un valore aggiunto.
      Buona giornata
      Gianluca Codognato
      uff. stampa Adico

  4. IL GOVERNO NON AVEVA PROROGATO LA LEGGE DEI STOP AI PIGNORAMENTI…….SI CAMPA ANORA SULLE FAMIGLIE….SI INFIERISCE SEMPRE SULLE FAMIGLIE E IL GOVERNO NON PROTEGGE QUESTE FAMIGLIE……VERGOGNA QUESTO PAESE LASCIARE AFFONDARE FAMIGLIE….vergogna

    1. Salve, si la proroga c’è ma sta per scadere. In ogni caso, come mi spiegava l’avvocato, le procedure vanno comunque avanti. Non si possono vendere le case però appena salta il blocco tutto torna come prima.
      Un saluto
      Gianluca Codognato
      uff. stampa Adico

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