L’inflazione rialza la testa, per le famiglie rincari ovunque. Garofolini: “situazione preoccupante”

Ormai ne parliamo da tempo. La graduale uscita dal Covid – grazie soprattutto ai vaccini – sta rilanciando l’economia e, di contro, l’inflazione. Aumentano i prezzi in tantissimi settori, dal carburante al carrello della spesa. In più, ai rincari, ci pensano anche iniziative che riteniamo poco lungimiranti, come l’aumento del costo della revisione e dei bollettini postali. Oltre, ovviamente, all’attesa (e più che sgradita) stangata sulle bollette che a ottobre colpirà le famiglie con incrementi che vanno dal 15 (gas) al 30% (energia elettrica),  

Secondo i dati preliminari diffusi dall’Istat, l’inflazione segna a settembre un rialzo su base annuale del 2,6%, toccando il massimo da ottobre 2012 mentre i prezzi rallentano invece lievemente rispetto ad agosto (0,1%). La crescita dei prezzi, annota l’istituto, continua ad essere trainata dai beni energetici ma “si registrano accelerazioni della crescita dei prezzi anche in altri comparti merceologici che spingono l’inflazione di fondo sopra il punto percentuale”.

Anche i prezzi del carrello della spesa accelerano nuovamente, registrando un aumento che rimane però inferiore alla metà di quello riferito all’intero paniere. Nel dettaglio il rialzo dei prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona – quello che viene definito il paniere del “carrello della spesa” – salgono passa +0,6% a +1,2% e quelli dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto da +2,4% a +2,8%.

L’inflazione anche nel mese di settembre continua a essere sostenuta in larga parte dalla crescita dei prezzi dei Beni energetici (da +19,8% di agosto a +20,2%) – spiega l’Istat – sia di quelli della componente regolamentata (da +34,4% a +34,3%) sia dei prezzi di quella non regolamentata (da +12,8% a +13,3%). Questi ultimi contribuiscono all’accelerazione rispetto ad agosto, che si deve in misura ancora più ampia ai prezzi dei Beni alimentari (da +0,7% a +1,2%), a quelli dei Beni durevoli (da +0,5% a +1,0%) e a quelli dei Servizi relativi ai trasporti (che invertono la tendenza da -0,4% a +2,0%). Un contributo all’accelerazione dell’inflazione viene anche dai prezzi dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (da +1,5% a +1,8%).

“Siamo preoccupati per un motivo molto semplice – commenta Carlo Garofolini -. E’ vero che l’economia è ripartita e non poteva essere altrimenti. Ma la pandemia ha messo in ginocchio tante famiglie. C’è chi ha perso il lavoro, chi ha visto crollare i propri fatturato, chi ha dovuto chiudere la propria attività. Per loro la ripresa è ininfluente mentre l’inflazione incide, eccome, sui bilanci. Temiamo che tutte queste situazioni accentueranno ancora più il divario di reddito fra cittadini”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *