Non sei “tecnologico”? Niente bonus o benefici (tipo cashback). Ecco come le istituzioni emarginano i cittadini senza smartphone e internet. Garofolini: “provvedimenti discriminatori, tagliati fuori soprattutto gli anziani”

MESTRE. Viva la tecnologia, abbasso la tecnologia. Mai come in questo momento lo “scontro” fra i due mondi sta mostrando tuta la sua virulenza, anche se l’esito appare scontato: la società è ormai appannaggio dei cittadini tecnologici visto che sempre più servizi, bonus, benefici necessitano di computer, internet e smartphone. Una situazione complessa e per certi versi discriminatoria, soprattutto per le persone anziane molte delle quali non hanno né la dimestichezza né gli strumenti per avventurarsi in questa realtà.

Secondo una recente indagine di Adico svolta fra i soci “anziani”, due ultrasettantenni veneziani su tre non sono in grado di accedere ai servizi telematici e non hanno neppure lo smartphone. Quindi sono costretti a chiedere assistenza oppure devono rinunciare ai benefici, l’ultimo dei quali si chiama cashback. “Modello 730 precompilato, richieste di bonus, benefici, agevolazioni, sussidi – attacca Carlo Garofolini, presidente dell’Adico – ormai senza uno smartphone, un pc e un collegamento al web non si può fare più nulla. Non è ammissibile tagliare fuori una intera fetta di popolazione, quella più anziana, che fra l’altro è numericamente molto rappresentativa e anche una parte magari minoritaria di cittadini che per vari motivi non utilizza strumenti per collegarsi al web”.

Anche a Venezia – come segnalato dal professor Fabio Mozzato che ha fornito alla nostra associazione molti spunti per valutare possibili azioni nei confronti della “digitalizzazione selvaggia” dei servizi – sono diversi i campi in cui si può operare solo con strumenti tecnologici. Ecco alcuni esempi: l’accesso a specifici uffici ed enti, il noleggio bici  (bike sharing), corse aggiuntive di trasporto pubblico di navigazione a Venezia prenotabili solo con telefono smartphone, la prenotazione del Ferry Boat al Lido sabato e festivi, l’abbonamento integrato sfmr bus Actv e molto altro ancora. Adico ovviamente è a favore della tecnologia e della digitalizzazione, ma non senza alternative. “Ci deve essere sempre la possibilità di utilizzare i consueti canali a disposizione di tutti altrimenti di discrimina una parte importante di cittadinanza – conclude Garofolini – Ben venga la tecnologia, ma deve essere una alternativa non un obbligo. Stiamo analizzando la situazione e, se il caso, scriveremo ai parlamentari veneti e, se il caso, al governo, per chiedere immediati interventi a riguardo”.

3 risposte

  1. SBAGLIATO, non solo giusto, questo articolo. Ci sono tantissime persone che sono lasciate fuori dal meccanismo del Cashbak e dalla Lotteria degli Scontrini e questo è giusto, E’ SEMPLICEMENTE UN SERVIZIO DA IMPLEMENTARE NEI CAF. Scusate, per il 730 come fate? Per l’Isee? Tutto qui. ”Ma serve l’app”. NO, non serve l’app. serve la registrazione , servono uno Spid. Lo Spid lo si fa gratuito in Posta, io l’ho fatto li’. VA ASSOLUTAMENTE tutelato l’anziano, ma è ridicolo parlare di digitalizzazione selvaggia quando questo processo è partito nel 2005. E tra poco e’ il 2021. Serve solo un aiuto a chi non e’ competente ad usare gli strumenti informatici tutto qui. Ma SERVE sul serio questo aiuto, non è un’optional, per queto ho suggerito una possibile soluzione. Poi uno se vuole va sempre a pagare in Posta o alla Sisal la sua multa, non gli serve il pagamento in-app. Ma possiamo costringere un anziano ad avere un bancomat? No, giusto? E quindi come la mettiamo con la necessità di spingere sui pagamenti elettronici per contrastare l’evasione fiscale? L’anziano spesso ha un conto in Posta. Gli si da un Postamat con limite di spesa per il contactless preimpostato a una piccola cifra, mettiamo 25 euro, quello che serve per la spesa alimentare. Le soluzioni se vuole le si trova, non ha senso parlare solo per criticare. Trovate anche le soluzioni

    1. Salve signor Sonato, grazie per l’intervento, accettiamo tutte le critiche. La nostra soluzione è scritta chiaramente, offrire comunque a tutti la possibilità di una alternativa per chi non sa utilizzare internet o per chi non ha uno smartphone o non può permetterselo. Noi non siamo oscurantisti crediamo nella tecnologia ma purtroppo non si possono escludere da bonus e benefici le persone che non hanno dimestichezza o familiarità con questi strumenti.
      Distinti saluti (e auguri di buona Natale)
      Gianluca Codognato
      uff. stampa Adico

  2. Gentile signor Matteo,
    mi fa piacere che abbia letto l’articolo. Le proposte però ci sono, eccome! Da mesi il sottoscritto ha proposto ai Ministeri competenti (senza vedere attuato nulla!!!) di abilitare i CAF, gli URP, L’Agenzia delle Entrate, l’INPS ecc. ai servizi spid/bonus/cashback ecc., nonché di predisporre, magari tramite Poste e Cassa Depositi e prestiti, un conto e una carta (con IBAN) “A COSTO ZERO TOMBALE” (niente canoni, commissioni, tasse, bolli imposte né per gli utenti, né per gli esercenti) e con quella potrebbe pagare a costo zero ciò che vuole, e soprattutto riscuotere stipendio (per cui si è stati arbitrariamente obbligatati a diventare clienti di banche e Poste, per avere un conto o una carta con relativi costi) giustamente a COSTO ZERO.
    Ritengo infatti che obbligare ad avere uno smatphone, un conto, carte di credito, computer ecc., oltre che ad essere violazione dei diritti e delle libertà, siano anche degli ingiusti impliciti/indiretti “aiuti di stato”: non è che per combattere l’evasione fiscale, si deve ingrassare la pancia a banche, Poste e servizi interbancari, spillando commissioni sia ai cittadini che agli esercenti! Un parassita che mangia in virtù della lotta alla citata evasione!
    Che poi: spesso se si fa un acquisto o una prestazione, e vengono chiesti ad es. 100 euro, appena si propone il pagamento con carta, ci dicono che allora si deve aggiungere l’IVA, spesso al 22 %: quindi conviene pagare in contanti per risparmiare il 22 %, piuttosto che avere il rimborso del 10 %…!
    Quindi di cosa parliamo…?
    Mentre su APP, siti e smartphone, invece si persevera sulla strada denunciata: ora qualcuno propone il passaporto – Covid (ovviamente solo con “APP” (quindi senza smartphone non vai neppure in viaggio…!). Il tutto non tanto per facilitare la vita al cittadino (ci sarebbero tante cose più importanti da fare per semplificarla…!) ma soprattutto perché secondo me allo Stato non costa nulla, risparmia su uffici, personale, apparecchi ecc, e fa invece scervellare e lavorare il cittadino (gratis…), che deve LUI comprarsi le apparecchiature, farsi la “formazione” per capirci qualcosa, scomodare parenti per avere aiuto, e intanto continua pagare le tasse per servizi che non riceve, ma che si deve “dare da sé”….
    Il dovere del cittadino è di avere documento di identità e codice fiscale, possibilmente una residenza, pagare le tasse, rispettare le leggi, e anche …POTERNE BENEFICIARE senza essere discriminato per tecnologia, abilità informatica, o disponibilità economica.
    Io invece mi vedo:
    -addebitare ben 6,50 per il “bellissimo” (quanto obbligatorio) servizio (che mi pago senza averlo richiesto) di recapito a casa della patente rinnovata! Mentre prima potevo ritirarmela GRATIS negli uffici in pochi minuti di auto!
    -la bellissima carta d’identità digitale (“digitalizzazione” che paghiamo noi) pagare 23 euro al posto di 10,50, se ben ricordo : +12,50 euro, se non erro!
    -chiedere, per il rinnovo “digitale” del futuristico passaporto elettronico, 116 euro invece di 42,50: + 73,50 euro!
    Qualcuno vuol far bella figura sbandierando tecnologia e l’innovazione, “…e io pago!”
    Cordiali saluti.
    Prof. Fabio Mozzatto
    Venezia

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