Palestre chiuse per Coronavirus. Anzi, no. Garofolini: “grande confusione ma a decidere deve essere la Regione”

VENEZIA. Palestra chiusa. Anzi, no, palestra aperta. Ma, insomma, si può andare in palestra in questi giorni? E’ la domanda che si stanno ponendo molti “sportivi” veneziani di fronte a messaggi contraddittori che giungono dagli stessi gestori delle strutture (per colpa, in questo caso, dell’indecisione della Regione). “Musei, teatri e scuole chiusi, palestre aperte – commenta Carlo Garofolini, presidente dell’Adico – su questo fronte pare che la Regione abbia le idee poco chiare. Non siamo certo noi a dire cosa sia giusto fare, però non possiamo che evidenziare questa contraddizione. A quanto pare la Regione ha delegato ai sindaci la decisione per ciò che concerne le palestre ma dovrebbe dare lei indicazioni comuni e uniforme. Coerenza vorrebbe che anche le palestre chiudessero, in linea con le altre ordinanze. Non capiamo invece questa esitazione da parte di palazzo Balbi. Intanto la gente non sa bene cosa fare”.

In effetti, le persone iscritte alle sale fitness stanno ricevendo messaggi caotici. “Ci sono strutture che martedì hanno avvisato i soci tramite messaggio che a fronte delle linee precauzionale proposte dalle autorità in tema di Coronavirus la palestra sarebbe rimasta chiusa fino all’1 marzo 2020. Qualche ora dopo, ne hanno ricevuto un altro con il quale si diceva che vista la nuova ordinanza da parte della Regione Veneto la palestra aprirà ufficialmente mercoledì 26 febbraio. Tutto ciò ingenera confusione. Invitiamo dunque chi governa il Veneto a prendere decisioni uniformi, coordinate e chiare perché certe scelte non possono essere lasciate alla discrezione dei primi cittadini. Ci vuole una linea comune e questa linea comune deve essere dettata dal presidente Luca Zaia e dai suoi assessori”.  

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