Riportiamo qui di seguito un estratto dell’articolo pubblicato oggi da La Nuova Venezia (autore Simone Bianchi) riguardo agli aumenti che si stanno registrando anche sui prodotti alimentari. Nell’articolo, la denuncia del nostro presidente, Carlo Garofolini.

VENEZIA. Sarà un Natale triste quello che prospettano le associazioni di tutela dei consumatori a fronte degli aumenti che stanno colpendo tutti i settori, non ultimo quello alimentare. Dopo quanto avvenuto nei servizi e a seguire per materie prime e carburanti, al già annunciato rincaro del gas per il riscaldamento e l’elettricità si sta accompagnando quello per molti prodotti, specie a breve scadenza, di cui normalmente le famiglie non fanno a meno. Si parla del pane per gli aumenti legati alle farine di grano tenero o duro, non essendo l’Italia autosufficiente, ma pure di latticini e ortofrutta. Una autentica scure che si sta per abbattere sui portafogli della gente, già in larga parte in difficoltà.

LA DENUNCIA. A sollevare il caso è Carlo Garofolini, presidente di Adico, associazione di consumatori mestrini che è da tempo attenta al fenomeno che si sta attuando in questi mesi. «Se a settembre avevamo già dato l’allarme di speculazione in corso anche sui generi alimentari dopo quelle avviate con la tassa Covid, adesso ci siamo proprio dentro», sottolinea. «Possiamo constatare come nella prima fase Covid, a schizzare alle stelle fossero stati i prezzi dei prodotti alimentari a lunga scadenza come quelli inscatolati, perché la gente cercava di uscire il meno possibile, recandosi al supermercato una volta ogni 7-10 giorni. Adesso tocca a quelli freschi. Non si parla più di stagionalità, tipicità o chilometro zero. Una speculazione non giustificata dall’aumento del costo delle materie prime. Un tentativo di aumentare i prezzi in una fase ormai fuori controllo, visto che in questo ambito non ci sono organi di vigilanza come l’Antitrust. Con le paghe ferme al palo, per la gente si profila un vero disastro».

I PICCHI Pane, pasta e latticini stanno subendo impennate ingiustificate, con aumenti nell’ordine del 4-11% in media e non si salva neppure la stagionalità con frutta e verdura. «Ognuno tira acqua al suo mulino, giustificando la situazione con l’aumento di carburanti e logistica», fa notare Garofolini. «Noi come associazioni possiamo segnalare dove questa cosa si nota di più con fluttuazioni ormai fuori controllo. Ma siamo ormai nell’occhio del ciclone perché settembre è già un mese faticosissimo per le famiglie e il Natale sarà davvero triste. Molte persone stanno già adottando sistemi per salvarsi, tagliando spese su costi sanitari e di prima necessità».

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