PRIVATO DELLA PENSIONE, ADICO PENSA AL RICORSO

L’Inps lo fa ammattire, l’Adico prende in carico il caso e si prepara a fare ricorso. R.B., 53 anni mestrino, è rimasto in sedia a rotelle dopo un incidente al mare nel 1981: percepisce una pensione di inabilità, una piccola pensione di reversibilità e la pensione di invalidità da 280 euro. «Il suo reddito, senza invalidità civile», spiegano dagli uffici dell’associazione consumatori di Mestre, «è al limite di quei 15 mila euro oltre i quali non avrebbe diritto all’invalidità, ma comunque è sotto. L’Inps, però, da anni, regolarmente gli sospende questa pensione accusandolo di aver superato il limite reddituale».
«Ogni anno», racconta l’uomo, «dimostro di essere regolare e di averne pertanto diritto. Loro mi rimborsano la pensione non corrisposta a rate in due o più anni». «L’ultima volta però le cose sono andate diversamente», precisa Adico. «Il rimborso è stato effettuato in un’unica rata. Risultato? Per l’Inps lo scorso anno ha superato il limite di reddito e quindi non ha diritto alla pensione di invalidità».
Una pensione necessaria, perché senza quella cifra deve vivere con 800 euro, denaro che non gli basta. Esiste però una legge che considera gli arretrati come reddito normale, pertanto per questa volta è stata sospesa legalmente la pensione per un anno. «Sembra incredibile che la legge stessa crei queste situazioni inique e ingiuste», commenta Carlo Garofolini, presidente dell’Adico. «Questa persona costretta in sedia
a rotelle, oltre a dover dimostrare ogni anno di non aver superato quel limite di reddito che gli dà diritto alla pensione di invalidità, per il 2016 non riceverà nulla, neppure come arretrati nei prossimi anni. Ora bisognerà valutare l’opportunità di presentare un ricorso»

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