RESTA UN MESE SENZA LA FIBRA OTTICA APPENA INSTALLATA, TELECOM GLI RICONOSCE 10 EURO DI RIMBORSO. TRAMITE ADICO UN ISCRITTO MESTRINO CHIEDE ALL’OPERATORE 200 EURO COME RISARCIMENTO PER IL DISSERVIZIO SUBITO

Prima, le immediate problematiche di connessione, risolte in quattro giorni. Poi, un’altra interruzione della linea per due settimane consecutive. E tutto in un periodo “caldo” come quello natalizio. La linea “fibra” installata da Telecom in casa di Antonio V., socio mestrino dell’ Adico, ancora il 25 novembre scorso, ha creato grandi disagi all’ utente. Il quale alla fine, dopo varie contestazioni, è riuscito a ottenere un rimborso…di 10 euro. Ora Antonio V. s’è affidato all’ ufficio legale dell’ Adico che ha richiesto all’ azienda 150 euro di rimborso oltre alle spese legali.

Il socio Adico ha provveduto a installare la linea fibra il 25 novembre, riscontrando subito della problematiche: la linea risultava isolata. Ha fatto presente tale circostanza al gestore che nell’arco di quattro giorni ha riparato il guasto. Per una settimana la linea è risultata funzionante, poi non più. Sono stati necessari più di quindici giorni affinchè qualcuno provvedesse alla sistemazione della problematica. Alla fine Antonio V. è rimasto senza linea per circa un mese.

Nonostante tutti questi disagi, segnalati dall’utente a Telecom, la fattura con i costi del canone per un importo di poco inferiore ai 100 euro è stata inviata regolarmente. Anche se l’operatore ha riconosciuto all’utente uno sconto di 10 euro.

“Naturalmente il nostro socio s’è rivolto a noi per contestare subito questo rimborso ridicolo – attacca Carlo Garofolini, presidente dell’ Adico -. Una elemosina di 10 euro per un mese di disservizio. Onestamente ci sembra un comportamento incomprensibile, per questo faremo valere le ragioni del socio tramite il nostro ufficio legale. L’ Adico affronta molti casi di iscritti che vivono grandi disagi nel momento in cui installano la linea adsl o la fibra ottica, soprattutto quando si passa da un operatore a un altro. Di recente stiamo seguendo il caso di un altro mestrino che lo scorso 10 ottobre è passato da Telecom a Fastweb usufruendo della fibra ottica. Fino a febbraio lo scambio non è mai avvenuto e il socio è rimasto senza linea per quattro mesi. Ora ha disdetto con Fastweb, la quale gli ha comunque inviato la fattura. Siamo ormai al paradosso”.

2 risposte

  1. Qualcuno consente agli operatori telefonici comportamenti delinquenziali.
    Non bastano le multe, con tutte le truffe e gli imbrogli che riescono ad architettare, ci guadagnano cento volte.

  2. Ma come, in Italia non ci si riempie quotidianamente la bocca di quanto bello e conveniente siano le privatizzazioni e le liberalizzazioniper i consumatori ???
    ED allora? Come mai succedono innumerevoli fatti come questo?
    Un tempo non si diceva che bisognava smantellare quel carrozzone pubblico che era la Sip/Telecom?
    Abbiamo visto e continuiamo a vedere quanto sia bello tutto ciò: ricordo che 15 anni fa se avevi un guasto alla linea telefonica e chiamavi l’assistenza ad esempio al sabato mattina, intanto ti rispondeva un tecnico di zona e non un call center di qualche parte del mondo e lo stesso usciva subito e risolveva il problema; adesso hanno la regola che possono intervenire non ricordo se entro due o tre giorni lavorativi, per cui se il guasto ti capita il venerdì pomeriggio sei sicuro che fino a martedì o mercoledì puoi anche metterti l’animo in pace.
    Che ne dite? Mi pare che ora vada proprio meglio, vero? Ed come se non bastasse da questo mese, molti non lo sapranno ancora, la Telecom si è fusa con Tim e d’ufficio sono stati chiusi i vecchi contratti e relative tariffe e ci si ritrova con una tariffa che può rivelarsi anche molto più cara di prima, senza quasi preavviso (l’unica comunicazione è stato un foglio nella penultima bolletta, neanche nell’ultima!).
    Diffidate gente, diffidate! Il problema non è una battaglia tra pubblico e privato, ma in chi dirige, prende le decisioni e governa la baracca.
    Anzi, oggi come oggi il pubblico deve rispettare normative e regole sicuramente più stringenti del privato, il quale, tra l’altro, deve fare profitto e quindi è ben difficile che possa mantenere tariffe più convenienti ed effettuare investimenti oltre il proprio tornacconto.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Continuando a navigare nel sito acconsenti all'uso di Cookie Tecnici neccessari che permettono di offrire la migliore esperienza di navigazione, come descritto nell'informatva sulla privacy.