Sul sedile del bus c’e’ liquido corrosivo, insegnante mestrina si ritrova coi pantaloni a brandelli. Interviene l’Adico

MESTRE. Pochi danni fisici, fortunatamente, ma tanta paura e altrettanto sbigottimento. Di certo T.G., 60enne insegnante mestrina, non dimenticherà facilmente la disavventura vissuta l’ultima domenica di ottobre, quando, dopo essersi seduta sul sedile dell’autobus che da piazzale Cialdini avrebbe dovuto condurla in via San Donà, ha sentito prima un calore anomalo e poi s’è accorta che i pantaloni si stavano squagliando, bruciati da un liquido non meglio identificato. Fortunatamente la donna ha avuto la prontezza di alzarsi subito, evitando  il peggio, ed è stata soccorsa da alcuni passeggeri che le hanno consegnato salviette bagnate. Qualche giorno fa T.G. si è rivolta al servizio risarcimento dell’Adico, per predisporre una richiesta di risarcimento nei confronti dell’azienda. Intanto i pantaloni e le calze dell’insegnante mestrina sono al vaglio degli investigatori, per analizzare la tipologia di liquido corrosivo sparso sulla sedia del bus.

L’episodio, a dir poco inquietante, è avvenuto domenica 27 ottobre, giorno della Venice Marathon. T.G. è salita sull’autobus che porta a Favaro per raggiungere la figlia in via San Donà. Come raccontato dalla stessa insegnante, anche se il bus era pieno, c’era un posto libero e la donna ha deciso di accomodarsi senza rendersi conto che la seduta era un po’ bagnata. Dopo circa un minuto ha sentito uno strano calore, si è alzata in piedi e si è ritrovata con i pantaloni a brandelli. Dopo aver ricevuto assistenza, ha chiesto all’autista di fermarsi. Una volta scesa in via Ca’ Rossa, ha prima chiamato la Polizia e poi si è recata al Pronto soccorso con la figlia da dove è stata dimessa con una prognosi di dieci giorni. I pantaloni e le calze sono state consegnate alle Forze dell’Ordine per le relative analisi i cui risultati non sono stati ancora comunicati.

“La vicenda è delicata – commenta Carlo Garofolini, presidente dell’Adico – e non vogliamo assolutamente creare allarmismi. Ci auguriamo solo che sia stato un incidente e che qualcuno abbia versato per sbaglio questo liquido corrosivo, simile evidentemente ad acido muriatico. Alla fine la nostra socia si è alzata in tempo e la carne è stata intaccata in minima parte ma poteva andare molto peggio. Ora con il nostro ufficio legale chiederemo un risarcimento per quanto accaduto. Di contro speriamo che sia il primo e ultimo episodio di questo tipo in un mezzo pubblico veneziano, perché se invece fosse uno “scherzo” di cattivo gusto allora bisognerebbe davvero preoccuparsi”.

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