Telefonia, internet e pay-tv, boom di contestazioni da parte degli utenti veneziani. Garofolini: “pratiche in aumento del 50%, tramite Co.Re.Com. otteniamo risultati straordinari”

VENEZIA. Chissà, forse il Covid e in particolare il lungo lockdown hanno avuto qualche influenza, avendo concesso più tempo ai cittadini/utenti per controllare contratti e fatture, o per contestare richieste di pagamento o bollette ritenute illecite. Sia quel che sia, secondo quanto emerge attraverso le pratiche seguite dall’Adico, nel 2020 le problematiche denunciate dai veneziani nel mondo delle comunicazioni (telefonia, internet, tv a pagamento) sono cresciute in modo esponenziale rispetto al 2019. In particolare, guardando i dati sul numero di istanze presentate al Co.Re.Com. (Comitato regionale per le comunicazioni) da utenti veneziani attraverso la nostra associazione, si delinea un aumento percentuale di circa il 50%. Sono 64, infatti, le pratiche aperte da gennaio fino a metà ottobre contro le 31 presentate nello stesso periodo del 2019. E questo, pure di fronte a un lockdown di due mesi durante il quale, comunque, Adico ha garantito i propri servizi “da remoto”. Le vicende portate all’attenzione del Comitato riguardano soprattutto internet e la telefonia: errori in bolletta, contratti modificati in modo unilaterale, costi extra per le disdette, recessi non registrati, pagamenti ingiustificati, problemi con la fibra e molto altro ancora. Le compagnie coinvolte sono quelle con il maggior numero di clienti, Tim in primis, ma anche Fastweb, Wind, Vodafone. Più rari, ma comunque presenti, le contestazioni nei confronti delle pay-tv e soprattutto della principale, Sky. Grazie al supporto dell’Adico, delle 64 istanze portate al Co.Re.Com., trenta sono state chiuse e tutte con esito positivo per il socio. Le altre devono ancora essere discusse. “E’ confortante che esista una realtà vicina al cittadino utente – commenta Carlo Garofolini, presidente dell’Adico -. Nel mondo delle telecomunicazioni il nostro ufficio legale sceglie spesso la soluzione Co.Re.Com. perché è la meno costosa per il socio, che quasi sempre in questo settore deve discutere per cifre non particolarmente elevate. In più il Comitato ha una buona predisposizione nei confronti dell’utente che si trova di fronte a veri e propri colossi della telefonia. Unico neo, i tempi un po’ lunghi per discutere le pratiche, soprattutto nel periodo Covid. E il fatto che dal 2017 la discussione avviene solo per via telematica. Ostacoli non insormontabili pure considerando le ottime possibilità di ritrovarsi con una decisione favorevole”.  

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