Trasporto scolastico, tramite Adico le famiglie dell’istituto comprensivo di Zero Branco (Treviso) chiedono il rimborso per il sevizio non utilizzato Garofolini: “scuole chiuse da marzo, assurdo che i genitori abbiano pagato per niente”

ZERO BRANCO (Treviso). I più “fortunati” hanno sborsato “solamente” 210 euro. Ma ci sono anche famiglie che, avendo due o più figli, hanno dovuto tirare fuori molti più soldi. Il tutto per un servizio, il trasporto scolastico,  offerto a metà, a causa dell’emergenza Coronavirus. Ecco perché alcuni genitori dell’istituto comprensivo di ZeroBranco – che raccoglie la scuola per l’infanzia, le primarie Marconi, Fermi e Pascoli e la secondaria Europa – hanno deciso di rivolgersi all’Adico, dopo aver ricevuto una risposta negativa dal Comune che scarica la responsabilità sulla ditta appaltatrice. La famiglie interessate dal trasporto (che interessa anche le frazioni di Scandolara e Sant’Alberto oltre che il Comune di Zero Branco), segnalano di aver chiesto il rimborso della seconda tranche (105 euro ad alunno) pagata a febbraio e naturalmente non sfruttata per la forzata chiusura delle scuole. “Secondo quanto ci è stato riferito – commenta Carlo Garofolini, presidente dell’Adico – anche il primo cittadino di Zero Branco ha provato a intercedere per il rimborso ma l’azienda ha risposto comunque in modo negativo. E’ pur vero che i genitori hanno comunque versato il denaro nelle casse dell’amministrazione che quindi potrebbe intanto procedere con il rimborso o prevedere una scontistica sul servizio in programma il prossimo anno. In ogni caso non è giusto lasciare a bocca asciutta i genitori che hanno speso centinaia di euro per un servizio che si è interrotto a metà stagione. Teniamo conto che la ditta appaltatrice del servizio in questo periodo non ha avuto spese visto che i mezzi sono rimasti fermi”.

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