Truffa del finto sms, pensionato mestrino alleggerito di 60 mila euro. Garofolini: “la banca deve garantire la sicurezza dei propri clienti, chiediamo il rimborso totale di quanto sottratto”

MESTRE. Cambia la banca ma la truffa resta la stessa. Un finto sms, un finto allarme-sicurezza, una chiamata da un finto operatore dell’istituto di credito. Tutto finto, insomma, tranne l’importo rubato all’ignaro correntista vittima del raggiro che purtroppo è più che reale. In questo caso, stiamo parlando di circa 60 mila euro.

Insomma, la truffa dell’sms/civetta – che sta prosciugando i conti di decine di persone in tutta Italia – non accenna ad arrestarsi come può testimoniare l’ufficio legale dell’Adico che ha seguito negli ultimi due anni circa 300 persone, quasi tutti correntisti di banca Intesa. L’ultima pratica aperta in odine di tempo coinvolge invece un altro istituto, la Bnl, e un pensionato mestrino, classe 1948, protagonista, suo malgrado, di un vero e proprio furto attuato da malviventi abili e senza scrupoli.

La modalità della truffa, come detto, non cambia. Il pensionato riceve un messaggio sul telefono cellulare e il mittente è, all’apparenza, la banca Bnl. L’sms – archiviato nella stessa cartella dove si trovano i veri messaggi inviati dall’istituto di credito ai correntisti – avverte l’uomo che Bnl ha limitato la sua carta conto per la mancata verifica della sicurezza web e lo invita a cliccare uno specifico link. Una volta compiuta l’operazione, l’anziano si trova in un sito che richiama in tutto e per tutto quello della banca. A questo punto, viene informato della buona riuscita dell’operazione e viene contattato attraverso il numero verde dell’istituto (sic!) da un sedicente operatore della Bnl che lo informa della necessità di disinstallare e poi installare una non meglio specificata app. L’uomo segue le indicazioni e il giorno dopo viene ricontattato dallo stesso operatore che gli chiede dati teoricamente utili all’aggiornamento dell’applicazione. E’ l’atto finale della truffa. Dopo alcuni giorni, l’uomo si rende infatti conto dell’avvenuta emissione di due bonifici del valore complessivo di circa 60 mila euro e, ovviamente, si dispera. Successivamente presenta denuncia ai Carabinieri e chiede assistenza all’Adico.

“Come abbiamo più volte detto parlando di questa truffa diffusa in tutta Italia e capace di coinvolgere persone di ogni genere, età e professione – specifica Carlo Garofolini, presidente dell’Adico – non riusciamo davvero a capire come sia strutturata. Questo, d’altra parte, non è compito nostro ma della Polizia Postale che in effetto sta indagando da tempo tanto da individuare alcuni truffatori che però hanno con ogni evidenza innumerevoli emulatori. Noi, invece, mettiamo in luce le responsabilità della banca di fronte alla totale buona fede del cliente ingannato da un raggiro sofisticatissimo e praticamente perfetto. Spetta agli istituti di credito dotarsi di tutti gli strumenti in grado di garantire la sicurezza del correntista e di avvertirlo subito nel caso di operazioni ritenute anomale, come appunto può essere l’emissione di due bonifici per un importo di decine di migliaia di euro da parte di un pensionato. Intimiamo alla banca il rimborso totale di quanto sottratto al nostro socio”.     

2 risposte

  1. La truffa che ho subito è avvenuta nello stesso modo ma ABF non mi ha imputato nessun concorso di colpa alla banca e non ho avuto alcun rimborso dei 13.674 euro che mi sono stati sottratti. Sono una mamma separata con 2 figli ed erano i risparmi di 20 anni di lavoro! Le banche dovrebbero hanno sicuramente delle Assicurazioni e dovrebbero tutelare i loro i clienti in ogni modo! Sono molto delusa anche da ABF! Inoltre bisogna fare più pubblicità su questo tipo di truffa in modo che tutti sappiano! Loredana

    1. Salve signora Loredana, l’Abf si sta muovendo in un modo che non capiamo. Riconosce rimborsi (di solito il 50%) ad alcune persone ad altre, con vicissitudini identiche, non riconosce neanche mezzo euro di indennizzo. Non capiamo davvero il motivo. Noi, come associazione, abbiamo denunciato la truffa innumerevoli volte, come potrà vedere anche dal nostro sito. Siamo anche andati in tv, purtroppo la truffa continua imperterrita anche se ha subito un rallentamento rispetto al 2019. Mi spiace molto perché le persone stanno perdendo i risparmi di una vita a causa di persone senza scrupoli e di sistemi di sicurezza deficitari da parte delle banche.
      SE vuole ci contatti allo 041 5349637 (dal lunedì al venerdì 9-13 e 15-19) anche se, ovviamente, avendo già fatto ricorso non restano molte strade percorribili. Veda lei, noi siamo sempre aperti anche a luglio e agosto.
      Intanto, un saluto.
      Gianluca Codognato
      uff. stampa Adico

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