UNA BOLLETTA DA 300 EURO PER IL SERVIZIO FORNITO NEL 2013, MA LUI E’ DECEDUTO UN ANNO PRIMA

CHIRIGNAGO (VENEZIA).  Disdice il contratto telefonico dopo che il padre muore, ma le bollette continuano ad arrivare per tutto l’anno successivo. Coinvolto nella disavventura è Maurizio Trevisan, residente a Chirignago. Il padre è mancato nell’ ottobre 2012, la madre qualche mese dopo. “Non appena mio padre è morto -, racconta -, esattamente otto giorni dopo, mia cognata ha fatto le pratiche per la disdetta telefonica dell’Adsl con Teletu, che poi è stato incorporato in Vodafone Omnitel. Nonostante ciò nel 2013 sono arrivate  bollette per utilizzi mai effettuati. Ho provato per un anno a spiegare che quei soldi non erano dovuti, ma la cosa eclatante, sono le parole che ho dovuto spendere e i fogli e la carte che ho dovuto spedire. Ho mandato quattro volte il certificato di morte di mio padre, rivangando ogni volta cose che non mi piaceva ricordare. Una volta oltre al danno anche la beffa: prima me li hanno fatti spedire, poi mi hanno detto che nessuno me li aveva chiesto e mi sono tornati indietro, tanto che ho dovuto pagare per andarmeli a riprendere”. Prosegue: “Adesso è arrivato anche il recupero crediti. Il conto è di poco meno di 300 euro, ma per me è una questione di principio. I miei genitori erano le classiche persone che volevano essere sempre a posto, loro avrebbero pagato anche se non dovevano. Ho chiamato decine di volte uffici diversi: chi manda le bollette risponde a un numero, ma dice che non è responsabile di quello che c’è scritto nei bollettini, una trafila pazzesca. Tra l’altro viene anche il dubbio: ma come fanno e su che basi mandano dei conti quando in una casa non c’è neanche più il telefono? Non c’è rispetto neanche per i morti, non c’è più morale e ci si trova a fare i conti con personale e uffici che non ascoltano ragioni. Sono una persona onesta, se avanzavano davvero del denaro glielo avrei dato, ma gli arretrati sono stati tutti pagati se c’erano, mi rifiuto di pagare per spese non effettuate. La gente è stufa  e stanca di storie simili e soprattutto ingiuste”. L’uomo si è rivolto agli uffici legali di Adico (Associazione dei Consumatori di Mestre), che hanno predisposto la diffida. “E’ una vicenda emblematica – spiega il presidente di Adico Carlo Garofolini -,  palese che si tratta di un errore, ma ciò porta il consumatore a dover perdere tempo e denaro: errori di fatturazione e richieste di soldi ai clienti succedono spessissimo, a volte i consumatori non protestano e pagano quando non vorrebbero, a volte si impuntano. In tutti questi casi si tratta di disagi enormi alla cittadinanza. I problemi legati a bollette e forniture di consumo si moltiplicano esponenzialmente, per questo invitiamo a controllare, specialmente chi ha l’accredito in banca, e a rivolgersi a noi per qualsiasi dubbio”. (La Nuova Venezia)

3 risposte

  1. Finché sono tutti contro uno, non protetto ne dai garanti ne dalle leggi che consentono a questi signori di fare il bello e il cattivo tempo non c’è partita e non resta che soccombere.
    L’alternativa? spendere tremila euro, tra avvocati giudici e perdita di tempo, per non pagarne trecento.

  2. Ho due casi simili:
    1. Con edison, luce e gas, pur avendo addebito mediante rid sin dal nascere del rapporto di fornitura, mi staccano la luce a causa del loro unilaterale cambio dell’ibam, omettendo di comujicare il nuovo. Morale: costo riattivazione 90 e x 2= 180.
    2. Con wind. Ho subito ricorrenti interruzioni tra cii il blackout ultimo di cui hanno parlato i giornali.
    Nonostante’impegno assunto d’indennizzare il disservizo, stante la raccomandata, declinano responsahilita’.

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