VOLKSWAGEN, SOSPESI I CAPI DELLA RICERCA. AUDI: 2,1 MILIONI DI VETTURE COINVOLTE

Gli investitori scendono sul terreno legale contro la Volkswagen, allargando le fila dei consumatori che già avevano fatto causa alla società di Wolfsburg travolta dallo scandalo delle emissioni. Si complica così la partita per il nuovo management della casa di Wolfsburg, che intanto procede con la riorganizzazione ai piani alti allontanando i capi della ricarca. La controllata Audi fa sapere che sono 2,1 milioni i veicoli taroccati marchiati con gli anelli, sugli 11 milioni del gruppo.

Le cause degli investitori. Secondo quanto riporta Bloomberg, ci sarebbe la prima causa legale, in Virginia, intentata da parte di un azionista, un fondo pensioni del Michigan, secondo la quale ci sarebbe stato un piano fraudolento ai danni degli investitori: questi hanno investito sulla società straniera, ma la sua valutazione era gonfiata dalle menzogne raccontate negli Usa sui test delle emissioni. Una nuova grana, che con ragionevolezza si poteva attendere, che si va ad ud unire alle circa 80 class action che sono state avviate dai consumatori ‘truffati’ in tutto il Paese. Dal punto di vista degli investitori, però, la giustizia americana potrebbe limitare il raggio d’azione ai soli Adr, strumenti finanziari emessi dalle banche americane e scambiati sui listini Usa, che sostituiscono le azioni della società estera e sono destinati al mercato Usa. Ebbene, questi certificati hanno perso il 28% nei giorni dello scandalo. Per chi acquista direttamente titoli stranieri su una Borsa di un altro Paese, invece, potrebbero non esserci le coperture della legge americana. Il titolo della casa di Wolfsburg viene per altro venduto anche oggi.

Ultimatum tedesco, Audi precisa i numeri. La notizia che rimbalza dall’agenzia finanziaria Usa viene all’indomani di un’ennesima giornata di fuoco per la società tedesca. Da Berlino è partito un ultimatum che obbliga Volkswagen a lavorare giorno e notte per cercare di trovare una soluzione al problema dei software che truccano le emissioni in sede di test di omologazione. Entro 10 giorni le vetture diesel del marchio devono essere ‘pulite’ dal marchingegno illegale ed in linea con gli standard di emissioni. L’Ufficio automobilistico federale tedesco (KBA) ha dato tempo fino al 7 ottobre al gruppo di Wolfsburg per rispettare i parametri nazionali. Se il termine non verrà rispettato, ha annunciato la Bild nella sua edizione domenicale, la KBA ritirerà il permesso alla circolazione, vietando di fatto alle auto coinvolte di essere vendute o anche solo di viaggiare nel Paese. Audi, controllata Volkswagen, ha precisato che le auto del marchio degli anelli coinvolte sono 2,1 milioni nel mondo, sul totale di 11 milioni, mentre In Italia Vw ha bloccato – con una lettera riservata ai concessionari – la vendita dei modelli Euro 5, col motore diesel EA 189 sotto accusa. Una “misura precauzionale”, in attesa di “fare chiarezza” su un particolare software utilizzato sui motori diesel, che riguarda “solo” circa 2.500-3.000 veicoli dei marchi Volkswagen, Audi, Seat, Skoda, “in attesa – si legge nella lettera – di ricevere ulteriori chiarimenti e dettagli” dalla Casa madre.

La soluzione tecnica e i costi: fino a 20 miliardi di dollari. L’azienda ha chiesto pazienza ai clienti nella giornata di domenica, riconoscendo che i possessori di auto della casa tedesca saranno sconvolti. Ma ai rinnovati piani alti, il neo-amministratore delegato Matthias Mueller deve correre in fretta ai ripari. La pressione è di ogni genere: tecnologica, d’immagine e finanziaria. Sull’ultimo punto, la compagnia ha per ora accantonato 6,5 miliardi di euro per far fronte alle esigenze legate allo scandalo: richiami e multe su tutto. Ma per gli analisti non basteranno. E qui i due piani d’analisi si intersecano. Gli esperti notano infatti che un rimedio a basso prezzo alla sostituzione del ‘software truccatore’ sarebbe devastante per le prestazioni dei veicoli, inducendo i competitor ad approfittarne senza scrupoli. In aggiunta, i clienti avrebbero buone ragioni per chiedere dei danni, soprattutto se a parità di benzina potranno percorrere meno chilometri. Se si passasse invece alla soluzione di aggiungere un sistema di trattamento delle emissioni, si otterrebbe il risultato desiderato senza intaccare le prestazioni, ma al costo di migliaia di dollari per auto. Un report Usa diceva che servirebbero 20 miliardi di dollari, considerando le vetture in giro per States e Unione europea. E senza contare le multe, che per alcuni arriveranno a 18 miliardi di dollari.

Continua poi il repulisti interno: Volkswagen ha sospeso i capi dell’area ricerca e sviluppo del proprio brand principale Vw, e dei marchi Audi e Porsche, secondo quanto riferito da Reuters. Il consiglio di sorveglianza aveva fatto sapere venerdì che un certo numero di dipendenti rischiano il posto in attesa di ulteriori chiarimenti sullo scandalo emissioni, senza fornire altri dettagli.

Fonte: La Repubblica

2 risposte

  1. Io sono indignato non tanto per quanto combinato dalla Volkswagen (e gli altri marchi sono tutti puliti?), ma dal fatto che ora tutti cadono dal mondo delle nuvole!
    Inoltre, oltre ai “taroccamenti”, ora si scopre che bisogna cambiare il metodo dei test: ci voleva lo scandalo per capire che un conto è provare un motore al banco ed un altro è metterlo su strada? E magari con l’occasione si “scoprirà” che il consumo dichiarato da tutte le case automobilistiche è molto inferiore a quello reale: anche questo aspetto è risaputo, ma si continua a dare letteralmente i numeri come se un’auto dovesse funzionare sopra un tapis roulant posto in un salotto climatizzato.
    Non parliamo poi dei FAP, i famigerati filtri antiparticolato che si sono inventati per rendere puliti i diesel: l’ho scritto varie volte anch’io, che non sono nessuno se non uno che cerca di informarsi, su queste pagine e credo che oramai lo sappiano anche i neonati che questo aggeggio serve solo a far spendere inutilmente (dal punto di vista ambientale) soldi con lo scopo di rendere “pulito” un motore che sarebbe da buttare secondo le attuali normative, ma non solo, purtroppo pure peggiorando il problema poiché inizialmente trattiene le polveri sottili (pm 10), rendendole poco dopo ancora più sottili (pm 2,5), così che, invece di fermarsi nei bronchi e nei polmoni, ti entrano direttamente in circolo con il sangue!
    Ah già, ma tra pochi giorni entreranno in vigore targhe alterne, blocco delle non catalizzate (oramai inesistenti), domeniche ecologiche e altre pressoché inutili analoghe fesserie.
    Vogliamo fare qualcosa di realmente concreto? Dovrebbe essere semplice, eliminiamo la principale causa del problema: ovvio che riscriverò per l’ennesima volta una frase sconveniente per i più, visto che negli ultimi anni si è incentivato, anche con notevoli risorse economiche pubbliche, l’acquisto di auto “ecologiche” solo sulla carta, che adesso scopriamo pure essere falsa questa carta.
    Se la principale causa dell’inquinamento da polveri sottili provocato dal traffico sono i motori diesel, quale sarà la soluzione? Quasi quasi proporrei di istituire una commissione di studio per dare la risposta.
    Con le rottamazioni, in attesa di soluzioni più avveniristiche e lontane nel tempo, sarebbe bastato incentivare la diffusione di una tecnologia che esiste da sempre: il motore alimentato a gpl e metano; non solo, invece di farci spendere ogni due anni un obolo inutile (sempre dal punto di vista ambientale) per sottoporre i veicoli ad una revisione “fasulla” che serve solo ad ingrassare le officine private, al limite lo Stato avrebbe potuto chiederci lo stesso importo per finanziare interventi per migliorare realmente la situazione.
    Se a questo mondo la finiremo di prenderci in giro e si farà realmente qualcosa per non completare la distruzione del pianeta e quindi dell’umanità, forse, dico forse, potremo ancora farcela. Ma bisogna che tutti, dico tutti, si informino oltre a quanto ufficialmente trapela ed agiscano di conseguenza, senza attendere che siano sempre gli altri a risolvere i problemi.
    Oltre a consumare un po’ meno energia e risorse, è necessario attivarsi in tutti i modi possibili: uno di questi, semplice e che non costa nulla, è ad esempio informarsi e firmare online le petizioni rivolte ai “potenti” del mondo che organizzazioni mondiali come Avaaz (che ho scoperto purtroppo solo recentemente anch’io, http://www.avaaz.org/it/), ma anche altre, lanciano in continuo, ottenendo successi planetari come la “Marcia globale per il clima” del 21 settembre 2014, che sarà ripetuta il prossimo 29 novembre ed alla quale dovrebbero partecipare tutti.
    Un ultimo appello vorrei lanciarlo alla miriade di Associazioni dei consumatori: oltre alle indispensabili attività svolte per la tutela dei soci su bollette e cose del genere, cercate di coalizzarvi anche lasciando perdere le reciproche rivalità ed incentivate e sensibilizzate la gente a partecipare e ad attivarsi per la salvaguardia del mndo: sperando che il punto di non ritorno non sia già stato superato, non è che ci sia ancora molto tempo per poter fare qualcosa di concreto.

  2. … mi ero dimenticato di un’altra forma di taroccamento dei diesel sulla quale dovrebbero indagare; anche se dalla fabbrica le auto escono o uscissero perfettamente rispondenti alle emissioni, poi molti aggirano la normativa in maniera molto semplice: molte officine modificano la mappatura della centralina che regola potenza, emissioni e consumi, ricavando una buona dose di cavalli in più rispetto a quelli ufficiali.
    In questo modo molti ottengono un beneficio multiplo: aumentano la potenza frodando tra l’altro il fisco e le assicurazioni, visto che pagano tutto per una potenza inferiore a quella ottenuta; dal punto di vista dell’ambiente è ovvio che inquinano molto di più.

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