Da tre mesi senza acqua calda, inquilina Ater si affida all’Adico per chiedere la sostituzione della caldaia

VENEZIA. Da più di tre mesi, per farsi una doccia, è costretta a scaldare l’acqua sui fornelli. E per fortuna è di fatto ancora estate altrimenti la situazione sarebbe insostenibile. Ora però, anche in vista dell’arrivo di mesi molto più freddi, P.Z., 60enne operaia veneziana residente in un appartamento Ater del centro storico, ha deciso di dare una svolta alla propria battaglia e si è affidata allo sportello “sfratti e problemi condominiali” dell’Adico con un unico obiettivo: ottenere la sostituzione della caldaia che dallo scorso giugno non dà più segni di vita.

Il problema denunciato dalla donna è in realtà la punta dell’iceberg di un disagio più generale che riguarda gli inquilini delle case “popolari”. Le manutenzioni sono spesso carenti se non inesistenti, alcune case risultano quasi inagibili o inabitabili, in molti casi muffa e umidità la fanno da padrone. Ma per riuscire a sistemare le cose o conquistare un cambio di alloggio, le famiglie hanno molte volte bisogno di affidarsi a un legale, come dimostrano le numerose pratiche aperte dalla nostra associazione sia per inquilini di case Ater sia per quelli degli alloggi comunali.

In questo caso, P.Z. si è ritrovata senza acqua calda a inizio giugno. Verso metà mese il sopralluogo eseguito dalla ditta incaricata ha evidenziato la necessità di cambiare la caldaia. In alternativa, sarebbe stato necessario procedere alla sostituzione di numerosi pezzi e, soprattutto, al controllo interno della canna fumaria con una spesa spropositata. Allo stato attuale, però, l’operaia è ancora costretta a scaldare l’acqua sui fornelli per potersi lavare ed il disagio è divenuto insopportabile.

“Sottolineiamo che la nostra socia è adempiente a ogni obbligazione e non ha conti in sospeso con l’Ater – spiegano da Adico -. E ciò rende ancora più inspiegabile il tentennamento dell’azienda di fronte a questa legittima richiesta. Non stiamo parlando di una problematica di poco conto, la caldaia rotta richiede un intervento urgente. Sono passati tre mesi dal sopralluogo con il quale è stato confermato il grave guasto, ma la nostra assistita è ancora costretta a scaldare l’acqua sui fornelli. Ora ci attendiamo l’immediata sostituzione prima che il freddo prenda il sopravvento creando ancora più inconvenienti all’inquilina veneziana”.   

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